BARCELLONA P. G., LO STRALCIO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA 'TSUNAMI': Rivelati segreti d'indagine. Contestata la corruzione. "Avvisi" al sindaco di Terme Vigliatore Bartolo Cipriano e all'ex maresciallo Gdf Pino

7 Luglio 2011 Cronaca di Messina

I sostituti procuratori del pool “Pubblica amministrazione”, ricostituito dal Procuratore di Barcellona Salvatore De Luca e composto dai magistrati Francesco Massara e Giorgio Nicola, hanno concluso in tempi rapidi, inviando i relativi avvisi con le informazioni di garanzia, l’inchiesta in cui si ipotizza il reato di corruzione aggravata in concorso per l’ex maresciallo della Guardia di finanza di Barcellona Santi Pino e per l’attuale sindaco di Terme Vigliatore Bartolo Cipriano, all’epoca dei fatti capogruppo di maggioranza. Si tratta dello stralcio dell’inchiesta giudiziaria “Tsunami” relativa alla presunta corruzione del sottufficiale della Guardia di finanza all’epoca in sevizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Barcellona. In sostanza l’ex maresciallo Pino avrebbe rivelato a Cipriano, salendo sulla sua auto, dell’esistenza di intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate in quel momento dai carabinieri della compagnia di Barcellona che agivano al comando del maggiore Domenico Cristaldi e del tenente Vincenzo Bertè. Lo stralcio dell’inchiesta “Tsunami” era approdata nei giorni scorsi per competenza territoriale dalla Procura di Reggio a quella di Barcellona. In precedenza infatti il sostituto procuratore di Reggio Calabria Federico Perrone Capano, che nel marzo 2008 ricevette l’informativa nel suo complesso, aveva inviato ai due indagati gli avvisi di comparizione allo scopo di interrompere i termini per la prescrizione del reato atteso che l’inchiesta “Tsunami” risale al 2005, in coincidenza con l’ispezione ministeriale che portò allo scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Terme Vigliatore per ingerenza della criminalità organizzata. A conclusione delle indagini, i sostituti Massara e Nicola, contestano ai due indagati, in concorso, il reato di corruzione. Secondo la formulazione dell’ipotesi di reato notificata dalla Procura di Barcellona, all’ex maresciallo Pino, all’epoca in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della stessa Procura, si contesta di aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio rivelando al sindaco Bartolo Cipriano (all’epoca capogruppo in consiglio della maggioranza) l’esistenza di indagini a suo carico. Nel dettaglio, si contesta all’ex Finanziere Santi Pino di aver riferito il 17 aprile del 2005 (mentre già erano in atto le intercettazioni che hanno documentato l’episodio) che l’utenza telefonica di Bartolo Cipriano era oggetto di intercettazione e che inoltre stessa attività di intercettazione ambientale era in corso sull’auto Citroen C3 in uso all’amministratore comunale. In cambio di queste informazioni riferite all’indagato, l’ex sottufficiale della Finanza accettava dal consigliere comunale Bartolo Cipriano, indicato come privato corruttore, la “promessa di utilità che non gli erano dovute” e in particolare l’interessamento dell’ammnistratore comunale per l’assunzione del genero come informatore scientifico o dipendente di una farmacia, fatto per il quale il 6 maggio del 2005 si verificò un incontro in un ristorante di Naso tra i due indagati ed un dirigente farmaceutico. Altra promessa, mantenuta, è stato – secondo le indagini esperite per conto della Procura – un incarico presso il Comune di Terme Vigliatore come tecnico informatico per il fidanzato di una seconda figlia del sottufficiale, incarico effettivamente ricevuto nel 2005 e concluso con liquidazione incassata dall’interessato il 23 giugno del 2006. I due indagati, difesi dagli avv. Tomaso Calderone e Carmelo Cicero avranno adesso 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare memorie prima che la Procura decida l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Leonardo Orlando – GDS

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