MESSINA, GIUDIZIARIA – Il Detective, in 8 davanti al gup Martedì l'udienza preliminare sulle fughe di notizie dalla Prefettura

8 Luglio 2011 Cronaca di Messina

Arriva il vaglio dell’udienza preliminare per la terza tranche d’inchiesta sulle travagliate vicende societarie degli ultimi anni dell’agenzia di vigilanza e investigazione “Il Detective”. Martedì prossimo infatti gli otto indagati di questo troncone processuale compariranno davanti al gup Maria Teresa Arena. Si tratta di una parte dell’inchiesta sulle cosiddette “talpe” che ha registrato dei cambiamenti tra la fase della chiusura delle indagini preliminari e quella delle richieste di rinvio a giudizio, dopo una nuova tornata di interrogatori di garanzia. A conclusione degli interrogatori infatti le ipotesi di reato da quattro erano passate a tre, gli indagati da nove ad otto, e veniva specificata un’ipotesi di reato, la prima, in cui si dava atto che le denunce inoltrate in Procura e Prefettura e poi “rivelate” erano state in precedenza depositate da Daniela Corio. Dell’inchiesta s’è occupato i nquesti mesi il procuratore capo Guido Lo Forte insieme al suo sostituto Stefano Ammendola. I due magistrati contestano agli otto indagati il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in concorso, in relazione a tre distinti episodi che si sarebbero verificati il primo il 1. novembre del 2007 e gli altri due fino al 18 giugno del 2008. Davanti al gup Arena dovranno comparire martedì prossimo il vice prefetto Maria Gabriella Ciriago, il funzionario ed ex amministratore de “Il Detective” Vincenzo Savasta, il funzionario amministrativo della Prefettura Grazia La Malfa, l’ausiliario della Prefettura Antonino Barbera, l’intermediario Giovanni D’Angelo, una delle figlie del fondatore dell’impresa, Daniela Corio, uno dei rappresentanti dell’impresa, Emanuele Galizia, e infine il carabiniere Riccardo Di Blasi, in servizio alla Sezione di Pg. Gli otto imputati saranno assistiti dagli avvocati Carmelo Scillia, Salvatore Saccà, Franco Pustorino, Antonella Pustorino, Silvana Messina, Antonio Messina, Giuseppe Carrabba, Nino Cacia e Filippo Mangiapane. La terza tranche d’inchiesta si è resa necessaria perché dopo le indagini del primo e del secondo troncone, gestite rispettivamente dai sostituti Adriana Sciglio e Fabrizio Monaco, sono emersi altri fatti in relazione a varie ipotesi di rivelazioni e utilizzazioni di segreto d’ufficio da parte di alcuni funzionari e impiegati della Prefettura. La prima ipotesi di rivelazione è datata fino al 18 giugno 2008 e coinvolge Ciriago, La Malfa e Savasta. Secondo la Procura le prime due violando i doveri inerenti le funzioni e il servizio avrebbero rivelato a Savasta l’esistenza e il contenuto di due denunce presentate nel febbraio del 2008 contro di lui e depositate in Procura e per conoscenza in Prefettura. Anche il secondo episodio contestato è datato fino al 18 giugno 2008 e coinvolge Barbera, D’Angelo, Daniela Corio e Galizia. Barbera, come ausiliario di anticamera della Prefettura avrebbe, tramite D’Angelo che in questa vicenda avrebbe svolto il ruolo di intermediario, rivelato alla Corio e a Galizia l’esistenza e il contenuto di atti compiuti dalla Prefettura nella vicenda dell’impresa. Il terzo episodio è circoscritto invece al 1. novembre del 2007. Secondo l’accusa il carabiniere Di Blasi avrebbe rivelato a Savasta notizie in relazione a un procedimento penale iscritto a modello 21 nel 2007, informandolo sullo stato delle indagini in corso e su eventuali sviluppi. Agli atti del procedimento c’è tra l’altro l’attività della Sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza, l’organo investigativo che ha seguito l’intera inchiesta sulla società “Il Detective”.(n.a.)

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