MESSINA – Il 2011 anno da record per il passaggio di rapaci e cicogne. Lo confermano i dati ufficiali del Campo internazionale svoltosi sui monti Peloritani: Lo Stretto si conferma la rotta più preziosa. Diminuiti sensibilmente gli episodi di bracconaggio

9 Luglio 2011 Cronaca di Messina

I dati sono ufficiali. Il 2011 è stato l’anno record per le migrazioni nello Stretto. Da aprile a maggio sono stati censiti ben 42.620 tra rapaci e cicogne e una data resterà negli annali: il 6 maggio. Quel giorno sono transitati dal nostro braccio di mare 9.503 rapaci, cifra mai registrata negli ultimi decenni. Ma sono state tante le giornate indimenticabili per i volontari che, provenienti da molti paesi europei, dagli Usa e dal Canada, hanno partecipato al ventottesimo “Campo internazionale per lo studio e la sorveglianza dei rapaci in migrazione sullo Stretto”, organizzato dall’Associazione mediterranea per la natura (Man) in collaborazione con il Wwf Italia e la Nabu. Avevamo già scritto degli esiti sorprendenti della stagione delle migrazioni. I risultati definitivi del Campo confermano che lo scenario meraviglioso dei Peloritani è uno dei “teatri” più importanti al mondo, perché da qui passano alcune tra le specie più rare del pianeta, quasi impossibili da osservare altrove. Un esempio per tutti: l’Albanella pallida, rapace che nidifica nelle steppe dell’ex Unione sovietica e che lentamente si sta estinguendo. Ma bisognerebbe citare i sei Capovaccai, bellissimi avvoltoi la cui popolazione è sempre più in declino. E ancora i Falchi cuculi, i Lodolai, i Gheppi, i Falchi pellegrini, gli Sparvieri, le Poiane delle Steppe, le Poiane coda bianca, le Poiane comuni, i Nibbi bruni e i Nibbi reali: un elenco che potrebbe continuare visto che sono 39 le specie censite su questa preziosissima rotta migratoria. Sul versante calabrese è stato fotografato il primo esemplare di Falco pecchiaiolo orientale. Eccezionale anche il passaggio delle Cicogne bianche, con due stormi di centinaia di individui (280 il 30 aprile, 129 il 7 maggio) e pure in questo caso si sono battuti i record degli ultimi 28 anni di censimenti. Lo stesso è avvenuto per i 3.414 Falchi di palude, i 239 Grillai (una delle specie minacciate a livello globale)e i 39 Falchi pescatori. «Gli episodi di bracconaggio – dichiarano Deborah Ricciardi e Anna Giordano – purtroppo non sono mancati, seppure siano stati concentrati in un’unica zona dove i rapaci spesso volano a bassa quota. Attività investigative congiunte del Corpo Forestale regionale e dei Carabinieri hanno consentito di restringere l’area da tenere sotto controllo. Speriamo che durante il prossimo Campo le attività illecite possano essere ridotte ulteriormente e i responsabili vengano comunque fermati. Un ringraziamento speciale va al Corpo Forestale regionale, al Distaccamento di Colle Sarrizzo e all’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, per l’impegno contro il bracconaggio. Un grazie particolare all’Azienda Foreste di Messina che ha concesso la struttura di Ziriò per lo svolgimento del Campo internazionale in un meraviglioso contesto ambientale». E proprio oggi i forestali messinesi celebreranno il loro Patrono, san Giovanni Gualberto. LUCIO D’AMICO – GDS


In Sintesi

La migrazione di andata è già ricominciata. Si tratta del viaggio estivo-autunnale, dall’Europa all’Africa, e si chiama di andata perché per tutti i giovani nati è il primo volo verso il continente africano. Dalla fine di gennaio inizia invece la migrazione di ritorno. Fino a qualche tempo fa le “doppiette” sparavano contro i Falchi pecchiaioli (noti anche come Adorni) dal piazzale del Santuario di Dinnamare. È stato uno dei primi punti “riconquistati” dagli ambientalisti e dai volontari che si battono contro il bracconaggio.

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