MESSINA: Sequestrata la discarica di Vallone Guidari. A febbraio l'allarme del Genio civile: «A rischio la pubblica incolumità in tutta l'area. Ed è colpa dell'uomo»

9 Luglio 2011 Cronaca di Messina

È sempre stata considerata una bomba ecologica. Gli abitanti della zona, da Larderia a Mili, l’hanno sempre “temuta”. Da ieri l’ex discarica di vallone Guidari è sotto sequestro, come disposto dal Pm Liliana Todaro. Ad apporre i sigilli nell’area di Forte Cavalli gli uomini della Forestale dell’ispettorato ripartimentale di Messina. I motivi: inquinamento del suolo e delle falde acquifere, a causa del percolato prodotto dai rifiuti depositati. In particolare il pm Todaro, titolare del fascicolo, in sede di indagini ha disposto il sequestro della documentazione relativa alla procedura di gestione post–mortem della discarica, l’effettuazione di un sopralluogo congiunto con l’Arpa per descrivere le caratteristiche del sito, l’esistenza di materiale inquinante e l’eventuale violazione della normativa ambientale e, infine, l’identificazione del soggetto cui spetta la gestione dell’impianto nella fase post–mortem. Ci sono anche due indagati, S.V. di 58 anni e S.C. di 49. Non sorprende che le attenzioni della Procura si siano concentrate sulla discarica di vallone Guidari. Che lassù qualcosa non andasse per il verso giusto lo avevano denunciato più volte gli abitanti della zona, specie coloro i quali vivono a valle. Ai piedi della discarica, infatti, insiste l’omonimo torrente (il nome “vallone” non è un mero esercizio di fantasia), divenuto a sua volta una bomba ecologica. Nei mesi scorsi se n’è discusso e tanto anche in sedi istituzionali. L’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò aveva presieduto un tavolo tecnico e ne era nato il classico conflitto di competenze, che in questi casi non manca mai, tra il Comune ed il Genio Civile. E proprio l’ingegnere capo Gaetano Sciacca, in quell’occasione (parliamo del febbraio scorso) aveva lanciato un allarme – con accuse ben precise – che oggi assume una rilevanza primaria. Sciacca aveva evidenziato le «condizioni di elevato rischio ambientale in cui versa l’intera area», specificando però che tale pericolosità «non è dovuta a condizioni naturali ma essenzialmente antropiche e di una non corretta gestione del territorio. In parole più semplici c’è di mezzo lo “zampino” dell’uomo. La questione, infatti, va ben oltre la semplice pulizia del torrente dall’ammasso detritico accumulatosi, ma riguarda piuttosto la messa in sicurezza e il controllo della discarica presente a monte del corso d’acqua, un pericolo per l’intera zona». L’ingegnere capo del Genio Civile, che in quell’occasione si rivolgeva all’assessore Isgrò, ricordava che «è ben nota la problematica che attiene alla discarica rifiuti che sorge sulla sommità del bacino, a poca distanza dal Forte Cavalli. Questa costituisce, da anni, un potenziale pericolo, poiché determina condizioni di instabilità dei versanti, con conseguente riversamento dei detriti abbancati nell’alveo del torrente Guidari». Cosa ancora più grave, Sciacca denunciava che «non sono state realizzate le necessarie opere di presidio atte ad evitare i pericoli più volte evidenziati attraverso varie corrispondenze, sopralluoghi ed incontri di vario tipo». Qualcosa avrebbe dovuto fare la Provincia, «a cui compete stabilire le condizioni e far attuare ai soggetti che hanno in gestione il sito tutte le misure finalizzate alla sicurezza dello stesso sotto l’aspetto ambientale». Ma anche il Comune, che «qualora non l’avesse fatto, anch’esso di concerto con la società che gestisce la discarica, dovrà attuare tutto quanto necessita per la messa in sicurezza permanente dei luoghi, sui quali, oltretutto, erano stati in precedenza conferiti rifiuti solidi urbani con accentuazione di rischi». Sciacca aveva minacciato di rivolgersi all’Autorità giudiziaria «considerato il perdurare del rischio per la pubblica e privata incolumità». L’Autorità giudiziaria s’è mossa. E da ieri la discarica è sotto sequestro. Sebastiano Caspanello – GDS

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