CINEMA, FESTIVAL DI VENEZIA – Presentato fuori concorso "Scossa" di Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti, Citto Maselli e Nino Russo: Quattro registi per il terremoto di Messina

2 settembre 2011 Culture

Il terremoto di Messina, alle 05:21 del 28 dicembre 1908, e il successivo maremoto che quasi distrussero Messina e Reggio Calabria, causando oltre 120 mila morti, sono raccontati con quattro sguardi «diversi ma complementari» che variano dall’intimo al documentaristico, in “Scossa”, il film firmato da maestri del nostro cinema ottuagenari Citto Maselli, Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti e da Nino Russo, presentato fuori concorso a Venezia. «Paragonando l’Italia di oltre 100 anni fa e quella di oggi, emerge la dualità che resta nel nostro Paese – dice Ugo Gregoretti -. Da una parte la grande insensibilità burocratica degli organi ufficiali di fronte a certe tragedie e dall’altra lo slancio solidaristico che nasce fra le persone». Il progetto ha avuto una gestazione di oltre 4 anni. Fra gli ideatori c’è lo sceneggiatore Giorgio Arlorio: «L’idea è nata due anni prima del centenario del terremoto, e abbiamo girato due anni dopo. È stata un’occasione che non avevamo da tempo, raccontare uno tsunami tale da una prospettiva nostra, senza particolari effetti, restando ancorati alla realtà. Mettiamo in luce le tante scosse che ancora oggi scuotono la nostra società, come l’indifferenza che resta verso i tanti sud del mondo». Temi che tornano anche nel documentario “Caldo grigio, caldo nero” di Marco Dentici che verrà presentato alla Mostra lunedì, sull’alluvione di Messina del 2009. Lizzani nell’episodio “Speranza” segue la vana attesa di soccorsi di una madre rimasta sotto le macerie. In “Lungo le rive della morte” Gregoretti mette in scena il reportage scritto a pochi giorni dalla tragedia dal giornalista e politico Giovanni Cena, del suo viaggio in Calabria e in Sicilia. Citto Maselli racconta in “Sciacalli” il tragico apologo di un uomo (Massimo Ranieri) andato a scavare sulle macerie della propria casa, cercando la moglie (Amanda Sandrelli) e i figli, ma scambiato per un ladro. Un pescatore sopravvissuto al terremoto, che in 100 anni, non riesce ad avere una casa è protagonista di “Sembra un secolo” di Nino Russo. «Ogni film storico che si rispetti è straordinariamente attuale, penso all’effetto che ci fece “Fabiola” di Blasetti, diventato un film bandiera per tutti noi, perché nelle violenze verso i cristiani avevamo trovato forti paralleli con le prevaricazioni del governo Scelba verso i comunisti. Tutto il nostro film ha questo carattere, non c’è mai un esplicito riferimento all’attualità, ma emerge».