L'INCHIESTA 'CAVALIERI ERRANTI' SU UN SEDICENTE ORDINE CAVALLERESCO DI BARCELLONA P. G.: Truffa, indagato solo il Gran maestro Basilio Calì. Archiviazione definitiva per settanta professionisti, quasi tutti di Barcellona. I nomi

4 settembre 2011 Cronaca di Messina

Si torna a parlare dell’operazione “Cavalieri erranti”, l’inchiesta giudiziaria sui templari di casa nostra – con sede anche a Barcellona dove era stata creata una Commenda – in cui inizialmente figuravano 72 indagati –, per 70 dei quali è stata adesso disposta l’archiviazione. Per due indagati invece le Procure di Messina e Catania, hanno concluso le indagini preliminari. Risulta indagato con le accuse di truffa per aver elargito onorificenze non riconosciute dalla Stato italiano, il sedicente Gran maestro del “Supremo ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri di Malta”, Basilio Calì, 61 anni, originario di Leonforte e domiciliato a San Giovanni La Punta. Nell’avviso di conclusione indagini, il sostituto procuratore di Messina Fabrizio Monaco gli contesta che nella qualità di Gran maestro dell’Ordine cavalleresco denominato “Sobereing Order of Saint John of Jerusalem Chevaliers O.S.J. de Malte”, non riconosciuto dalla Stato italiano, e con l’uso di false onorificenze, e comunque con cerimonie d’investitura emulative del vero Ordine dei cavalieri di Malta, l’unico riconosciuto dalla Stato Vaticano, induceva in errore le vittime che pagando credevano di ricevere onorificenze cavalleresche. Tra le vittime che hanno denunciato la truffa, dopo aver pagato da 3.500 a 5.000 euro, figuravano politici, medici e imprenditori. Secondo le risultanze delle indagini, gli era stato fatto credere che l’Ordine con sede periferica a Barcellona avesse sovranità internazionale e rapporti stabili con il Vaticano, al pari dei veri cavalieri di Malta. L’indagato dovrà rispondere anche di avere conferito false onorificenze e decorazioni cavalleresche riservate in Italia solo al Sovrano militare ordine di Malta. Un secondo indagato per il quale si sono concluse le indagini è un appartenente alla Forze dell’ordine di Catania, Donato Caldarella il quale è accusato di aver violato il sistema informativo per verificare lo stato delle indagini. Per tutti gli altri 70 indagati, il Gip Anna Adamo, così come a suo tempo aveva chiesto il sostituto Domenico Musto che in primo tempo aveva invocato l’arresto per tutti, è stata disposta l’archiviazione definitiva e il proscioglimento da ogni accusa perché – secondo le risultanze dell’inchiesta – potevano non sapere dell’esistenza della truffa. L’archiviazione ha riguardato il medico Giuseppe Madia, 66 anni di Barcellona, la sorella Maria Teresa Madia, 63 anni; Padre Luigi Ferlauto, 89 anni, l’alto prelato fondatore dell’Oasi Città aperta di Troina; Enrico Guarnieri, 57 anni, originario di San Gregorio di Catania e residente a San Giovanni La Punta; Felice Bruno, 61 anni, originario di Barcellona e residente a Roma; Manuel Albonetti, 36 anni di Rocca Priora (Roma); Vincenzo Amore, 53 anni di Cosenza; Erasmo Antro, 47 anni, di Bari; Antonio Aufiero, 45 anni di Casalnuovo di Napoli; Ruggiero Balducci, 61 anni di Napoli; Ciro Barbato, 60 anni di Foro d’Ischia; Maurizio Barone, 61 anni di Messina; Gian Andrea Benvenuto, 46 anni di Roma; Marcello Bonicoli, 82 anni di Balsorano (Roma); Enrico Bucalossi, 75 anni di Grosseto; l’arcivescovo Vittorio Busà, inteso Victor, 69 anni di Palermo; Gaetano Calì, 39 anni di Catania; l’ing. Angelo Sottile, 57 anni di Terme Vigliatore; Maria Calì, 41 anni di Aci Catena; Rosa Calì, 33 anni di Catania; Salvo Francesco Callegaro, 43 anni di Cosenza; Cosimo Candita, 38 anni di Francavilla Fontana; Pietro Cascino, 53 anni di Fiumefreddo; Ferdinando Catapano, 60 anni di Napoli; Enrico De Santis, 63 anni di Faleria (Viterbo); Alessandro Della Posta 68 anni, di Albano Laziale; Riccardo Di Leo, 65 anni di Andria; Antonino Di Renzo Mannino, 52 anni, originario di Palermo e residente ad Osimo; Vincenzo Esposito, 52 anni di Napoli; Giuseppe Grassi, 78 anni di Roma; Pasquale Guerrieri, 72 anni di Campi Salentina (Lecce); Antonio Imeneo, 47 anni originario di Crotone e residente a Anguillara Sabazia; Rami Khamis, 22 anni di Tivoli; Giuseppe Ladogana, 39 anni di Monopoli; Catello Marra, 49 anni di Roma; Claudio Mascella, 55 anni di Pieve Ligure; Francesco Mavelli, 65 anni di Margherita di Savoia (Foggia); Francesco Mistretta, 55 anni di Caltanissetta; Sebastiano Francesco Modica, 52 anni di Grammichele; Gerardo Molendini, 57 anni di Budrio; Thomas Molendini, 33 anni di San Lazzaro di Saven (Bologna); Riccardo Montingelli, 66 anni di Bisceglie; Antonio Morrone, 45 anni di Castelpagano; Ugo Orestano, 59 anni di Aci Castello; Claudio Parmelli, 56 anni di Bussolengo; Claudio Passaretti, 54 anni di Marino (Roma); Luciano Passariello, 49 anni di Sant’Anastasia; Salvatore Peschiera, 64 anni di Messina; Paolo Calderazzo, 55 anni di Macerata; la giornalista Norman Pittman 46 anni, residente a Segrate; Dorin Potolinca, 53 anni residente in Romania; David Massimo Puleo, 39 anni di San Giovanni La Punta; Agata Rizza, 22 anni di Aci Catena; Agostino Rizza, 44 anni di Catania; Giovanni Ruggeri, 57 anni di Villafranca Tirrena e residente a Messina; Nicolò Scarfia, 55 anni di Vittoria; Angelo Schiano di Zenise, 51 anni, di Monte Procida; Michele Schifone, 67 anni, di Monterotondo; Giansandro Schina, 37 anni di Roma; Louis Scerry Montaldo, 76 anni di Alessandria d’Egitto; Cosimo Scocozza, 52 anni di Zagarolo; Sirano Silvestre, 41 anni di Roma; Bruno Simonis, 54 anni di Salerno; Maria Teresa Trentadue, 63 anni di Modugno; Antonio Triunfo, %3 anni di Napoli; Alvaro Turchetti, 49 anni di Cinereo Romano; Michele Vannozzi, 38 anni di Castel Maggiore; Gianfranco Violante, 59 anni originario di Campo Calabro e residente a Roma; Giuseppe Zammataro, 74 anni di Fiumefreddo. LEONARDO ORLANDO – GDS