MESSINA: Cantieristica, l'Antimafia chiede gli atti. Il Pd: «Sì agli Stati generali, no alle sceneggiate napoletane». Gli impegni delle istituzioni

7 Ottobre 2011 Cronaca di Messina

Mentre la città tenta di far quadrato attorno alla società Palumbo, difendendo al contempo i diritti delle maestranze, il caso dei Cantieri navali sarà oggetto della prossima seduta della Commissione antimafia. Come preannunziato dalla Gazzetta, su iniziativa del parlamentare napoletano del Pdl Amedeo Laboccetta, il presidente dell’Antimafia Beppe Pisanu ha avviato l’iter che dovrà portare a fare chiarezza su quanto accaduto negli ultimi mesi e sulle denunce presentate alle autorità competenti da parte dell’armatore Antonino Palumbo. «Non è possibile – dichiara Laboccetta – che a Messina quattro piccoli “estorsori” travestiti da sindacalisti possano frenare le straordinare potenzialità di un’azienda leader a livello internazionale nella cantieristica da diporto. Della ben nota vicenda dei Cantieri Palumbo ho discusso a lungo con il presidente della Commissione antimafia. E il senatore Pisanu, che ringrazio pubblicamente, mi ha voluto rassicurare telefonicamente informandomi della decisione assunta dall’ufficio di presidenza. La Commissione formalizzerà immediatamente una serie di passaggi ufficiali attraverso le istituzioni locali. Il passo compiuto oggi è un segnale estremamente significativo – conclude Laboccetta – nei confronti di tutta l’imprenditoria onesta che coraggiosamente continua a investire nelle aree meridionali. L’industriale Palumbo, al quale va la mia convinta e sincera solidarietà, è un imprenditore da tutti apprezzato per l’onestà, il coraggio e l’indiscussa capacità produttiva». All’iniziativa del deputato napoletano replica duramente il Pd messinese. «La richiesta di Laboccetta – afferma l’on. Francantonio Genovese – sorprende e amareggia. Sorprende perché confonde, non si sa fino a che punto involontariamente, problemi connessi alle relazioni industriali con quelli relativi alla lotta alla criminalità organizzata. Amareggia perché, in assenza di specifiche notizie in ordine a pressioni o intimidazioni di tipo mafioso, potrebbe far passare l’idea che a Messina è impossibile fare impresa». Genovese, che della Commissione antimafia è segretario, accusa Laboccetta di aver voluto solo «sollevare polveroni. Resta inteso che l’Antimafia sarà sempre pronta a intervenire qualora emergano fatti di una qualche gravità che rientrino nella sua competenza. Non è il caso, però, di tirarla in ballo in maniera strumentale. Preoccupiamoci invece del futuro dei lavoratori dei Cantieri Palumbo che certamente non si risolveranno con le “sceneggiate napoletane”». E le reazioni non finiscono qui. «Apprendiamo che un parlamentare napoletano – scrive il segretario cittadino del Pd Giuseppe Grioli – ha investito la commissione antimafia del caso Cantieri Palumbo e questo di per sè è un fatto positivo perchè crediamo nelle istituzioni e queste accerteranno se vi siano contaminazioni mafiose e condizionamenti che hanno impedito all’imprenditore di lavorare nello storico cantiere messinese. Credo che per Palumbo debba essere motivo di orgoglio dare il suo nome allo storico cantiere messinese che gli è stato dato in concessione mediante gara a evidenza pubblica bandita nel 2006. E ci permetterà l’onorevole napoletano, per noi messinesi sono più importanti 40 padri di famiglia che scioperano da due settimane rinunciando allo stipendio, rispetto ai Reali di Spagna e al Principe di Monaco che hanno presenziato all’inaugurazione di un superyacht realizzato dalle maestranze campane. E ci permetterà ancora di affermare che 40 persone avvilite, che sostengono di ricevere in cantiere un trattamento lesivo della loro dignità, non possono essere con leggerezza considerate delinquenti o causa delle difficoltà del cantiere. A questi lavoratori chiediamo di dimostrare la loro volontà e capacità facendo anche sforzi supplementari richiesti in un momento di crisi economica globale. La magistratura accerterà se sono configurabili ipotesi di reato rispetto alle denunce presentate dall’imprenditore. Ma è lecito – prosegue Grioli – chiedersi cosa sia accaduto in questi ultimi anni. Improvvisamente questi operai sono tutti delinquenti e fannulloni? L’Antimafia faccia le proprie verifiche, nel frattempo a Messina vorremmo che il cantiere funzionasse meglio, che gli operai fossero trattati con dignità, che gli interventi per riqualificare il cantiere fossero eseguiti così come previsti nell’offerta presentata dalla ditta concessionaria e che a Messina arrivassero commesse importanti. Auspichiamo inoltre che le istituzioni cittadine pretendano impegni certi per il rilancio della Cantieristica navale». Il Pd giudica ottima la proposta del presidente di Confindustria Ivo Blandina di convocare gli Stati generali del comparto: «È arrivato il momento che la città si prenda cura dei propri gioielli e che ne valorizzi le potenzialità presenti e future». Di questi argomenti si è discusso durante il vertice di mercoledì mattina a Palazzo Zanca, nel quale i rappresentanti aziendali della “Palumbo” hanno ribadito la volontà di mantenere gli impegni assunti in fase di aggiudicazione della gara d’appalto, pur specificando che la società non può fruire, per cause a essa non imputabili, del 60 per cento delle aree oggetto della concessione. Lucio D’Amico – GDS

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