MESSINA – Sessanta ditte contro la Regione: Alluvione del 2009. Attendono da 24 mesi di essere pagate

7 Ottobre 2011 Cronaca di Messina

Continua la protesta delle imprese che da ormai due anni aspettano di ricevere dalla Regione Siciliana i contributi per essere intervenute a Scaletta Zanclea ed Itala all’indomani della tragica alluvione dell’ottobre 2009, per liberare il loro territorio dall’enorme coltre di fango e di detriti che si era riversata. Infatti, alcuni rappresentanti delle ditte interessate – che in totale sono circa 60 – hanno organizzato un sit – in di protesta a Scaletta Zanclea, all’altezza di contrada Foraggine, una delle zone più colpite dall’evento calamitoso. In particolare, nella giornata di ieri, alcuni mezzi pesanti hanno ostruito il regolare transito veicolare della strada statale 114 per denunciare questa situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che sta mettendo in serio pericolo l’esistenza delle ditte stesse. Inoltre, sono stati esposti alcuni striscioni contro il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo ed il direttore regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco. In un altro cartello invece era scritto “Il bilancio di quella alluvione è stato di 16 morti, 5 dispersi, 65 ditte sul lastrico, 300 dipendenti a rischio licenziamento, 2 paesi in ginocchio”. Non è la prima volta che i rappresentanti delle ditte in questione inscenano delle manifestazioni di protesta: già in precedenza avevano occupato la strada statale 114 – sempre nel comune di Scaletta Zanclea – mentre nell’aprile del 2010 si erano recati davanti alla Prefettura di Messina, accompagnati dai sindaci di Itala e Scaletta Zanclea, Antonio Miceli e Mario Briguglio. Proprio il primo cittadino scalettese Briguglio è intervenuto su quest’ultima manifestazione di protesta, affermando massima solidarietà alle ditte interessate e che «per stanziare queste somme, che ammontano a circa 6 milioni di euro, è solo una questione di tempo, visto che sono state inserite nella manovra finanziaria 2011. Per essere sbloccate è necessaria una relazione della Protezione Civile regionale, che a breve verrà depositata all’assessorato regionale agli Enti Locali». Chiara Chirieleison – GDS

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