LONGANO: Impresa di Barcellona P. G. perde lavoro dopo informativa della Prefettura. Indagine ministeriale sul Piano commerciale: 90 giorni per chiudere

16 Dicembre 2011 Cronaca di Messina

Le procedure di emergenza per l'alluvione ripropongono la necessità di attivare i protocolli di legalità, già sottoscritti dal Comune di Barcellona. L'impresa edile Gramey s.r.l., con sede nell'area artigianale di Barcellona Pozzo di Gotto, a cui l'amministrazione comunale di Gela ha revocato – dopo una informativa redatta dal prefetto di Caltanissetta in cui si evidenzia la sospetta ingerenza della criminalità organizzata – l'appalto, da oltre un milione di euro, per i lavori di riqualificazione urbana dell'area di Borgo Pigniatelli, risulta attivamente impegnata nei lavori scaturiti dall'emergenza alluvionale che lo scorso 22 dicembre ha colpito la Città del Longano. L'impresa, fin dai primi istanti, aveva dato al Coc – il Centro operativo comunale istituito a Palazzo Longano – la disponibilità a lavorare, avendo i necessari automezzi - "h 24", ovvero giorno e notte, anche con l'impiego delle fotocellule. E così dallo scorso 22 novembre l'impresa edile è stata attivamente impegnata ininterrottamente fino a ieri in 12 diversi cantieri che vanno dalle strade urbane maggiormente colpite dall'inondazione della fanghiglia, fino ai torrenti principali Longano e Idria ed ai torrenti minori, dove ancora lavora con notevole impiego di mezzi meccanici. Altre imprese edili su cui la Prefettura di Messina aveva espresso pareri negativi sull'aggiudicazione di appalti pubblici, anche perché alcuni titolari erano stati arrestati nelle recenti operazioni antimafia in quanto imprese impegnate anche nell'alluvione del 2008 nell'area di Furnari, durante l'emergenza avevano ottenuto incarichi per l'esecuzione di interventi urgenti. Su quest'ultime imprese i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Barcellona hanno già acquisito l'elenco negli uffici comunali e ciò nell'ambito dell'ampia inchiesta sull'alluvione aperta nell'immediatezza dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Barcellona. Commissione ispettiva: Si dovranno completare entro 90 giorni gli accertamenti ispettivi disposti dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, affidati alla commissione di accesso nominata dal prefetto Francesco Alecci i cui componenti anche ieri – nell'ufficio al primo piano a Palazzo Longano – hanno lavorato nell'acquisizione della documentazione necessaria per la relazione finale che sarà inoltrata al ministero dell'Interno alla scadenza dei prossimi tre mesi. Intanto dopo i movimenti antimafia e quelli civici, gli esponenti politici del Circolo di Rifondazione comunista "Nino Pino Balotta" hanno diffuso un documento politico sul Parco commerciale nel quale si afferma che «I nuovi fatti riguardanti la questione del Parco Commerciale di contrada Siena, che già avevamo a suo tempo affrontato in iniziative con il prof. Antonio Mazzeo, non possono non risultare inquietanti». Il segretario di rifondazione Pasquale Rosania giudica quella che viene definita «la triste vicenda come una delle tante, anche se senz'altro tra le più eclatanti, dimostrazioni del fatto che a Barcellona la presenza della criminalità organizzata sia pesantissima e che abbia ormai fortissima presa, se non addirittura il controllo, su chi ci amministra». Rifondazione che di recente aveva organizzato un convegno sulle vicende legate allea gestione del territorio afferma che: "Un'amministrazione che destina con tanta solerzia dei terreni agricoli, ottenuti con passaggi a loro volta sospetti, ad un Parco Commerciale di più che dubbie attribuzioni, e che non ha trovato opposizione in aula se non nell'astensione del consigliere del Pd Mario Presti, non fa che confermare con chiarezza la gravità della situazione e la necessità che si metta fine a questa esperienza politica". LEONARDO ORLANDO - GDS

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione