MESSINA: Il Comitato Addiopizzo propone il riutilizzo della "reggia" dei Cutè

2 gennaio 2012 Cronaca di Messina

«Il bilancio delle attività della Polizia, illustrato nelle ultime ore dal questore Carmelo Gugliotta, conferma tutta la nostra preoccupazione circa la sicurezza e la legalità a Messina e traccia un quadro allarmante dei principali fenomeni criminali: estorsioni, rapine, traffico di droga». Il Comitato Addiopizzo interviene per esprimere solidarietà e apprezzamento alla Polizia di Stato e a tutte le forze dell’ordine, impegnate quotidianamente nel garantire la sicurezza nella nostra provincia. «Il bilancio in questione – prosegue il Comitato – a nostro giudizio risulta positivo rispetto alle attività investigative e di repressione per le quali esprimiamo viva soddisfazione. Ricordiamo solo l’ultima imponente operazione realizzata nel quartiere di Mangialupi contro il clan Cutè denominata “Ruota libera” che ha consentito di smantellare un’associazione a delinquere dedita alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Vogliamo però sottolineare quanto ha anche detto il questore e che riteniamo di basilare importanza: la sola repressione non può bastare. Occorre attivare processi virtuosi di educazione alla legalità, in particolare presso le giovani generazioni, ma anche di responsabilizzazione dei cittadini nel contrasto alla mentalità e alla cultura mafiosa. Ci uniamo alle parole del questore quando esorta i cittadini a collaborare «arruolando nelle volanti» la gente che ha attenzione verso la propria città e quanto sollecita un maggiore impegno delle scuole, delle parrocchie e delle amministrazioni locali nella diffusione dell’educazione alla legalità dei giovani che, specie in taluni quartieri, rischiano di diventare i «delinquenti di domani» se lasciati soli. Anche il Comitato Addiopizzo Messina intende fare la propria parte: abbiamo già attivato percorsi educativi nelle principali scuole medie e superiori di tutta la città, da nord a sud. Nelle prossime settimane avanzeremo una proposta pubblica circa l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia e in particolare rispetto alla “reggia” dei Cutè che, con le sue maniglie d’oro e le vasche idromassaggio attorniate da marmi pregiati, è uno schiaffo alla povertà presente nel quartiere di Mangialupi, perché diventi un simbolo e un’opportunità di legalità e giustizia in quei territori. (t.c.)