TANGENTI – COINVOLTO IL PRIMARIO SABATINO CARIANNI E FAMIGLIA: MAZZETTE PER APPALTI SANITÀ MESSINESE, CHIUSE INDAGINI. LE ACCUSE SONO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CORRUZIONE AGGRAVATA, FALSO IN ATTO PUBBLICO, TRUFFA AGGRAVATA ALL'ASP, PECULATO E ABUSO D'UFFICIO

3 gennaio 2012 Cronaca di Messina

La Procura della Repubblica di Patti chiude le indagini sulla fornitura di protesi agli ospedali di Patti e Sant’Agata Militello con la richiesta di rinvio a giudizio di otto persone. La richiesta, firmata dal sostituto procuratore Alessandro Lia, riguarda otto persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della Compagnia carabinieri di Patti e diretta dal procuratore Rosa Raffa. Al centro dell’inchiesta il primario dei reparti di ortopedia, il dottore Sabatino Carianni, che nel gennaio dello scorso anno era anche stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari insieme al suo autista e factotum Giuseppe Librizzi, e gli imprenditori catanesi Stefano Privitera e Fabio Moschetti. I quattro sono indagati per associazione a delinquere perché si sarebbero associati tra loro allo scopo di commettere delitti contro la pubblica amministrazione concernenti l’illecita aggiudicazione di forniture sanitarie di materiale ortopedico. Il pm Lia ipotizza un indebito percimento di somme e utilità da parte del primario e dei due imprenditori, dell’autista e della figlia di questi Antonella. Le somme derivavano da quote percentuali sull’entità degli ordinativi ospedalieri. Secondo la Procura il sodalizio sarebbe stato costituito e organizzato dal fornitore Moschetti, da Carianni e da Giuseppe Librizzi. Moschetti gestisce le aziende che fornivano il materiale sanitario, la “K Multi Lease srl” con sede in Trecastagni e la “Ortho Kronos Srl” , anche se amministratore unico di quest’ultima risulta essere Stefano Privitera. Con la Ortho Kronos risultava assunto Giuseppe Librizzi, che invece era a costante e gratuita disposizione del Carianni e dei suoi familiari, anche nella veste di autista giornaliero di una serie di autovetture concesse sempre dalle ditte. A Carianni vengono contestati anche reati di corruzione aggravata e continuata, falso ideologico, truffa ai danni dell’azienda sanitaria, peculato e abuso d’ufficio. Il reato di corruzione, per cui vengono indagati sempre le stesse cinque persone, si riferisce proprio al sistema organizzato per favorire la Ortho Kronos nelle forniture di protesi (circa 4 milioni di euro nei due ospedali dal 2003 al 2007). In cambio il primario avrebbe ottenuto una serie di “benefit” tra cui somme di denaro corrispondenti al 5 per cento dell’importo fatturato. L’accusa di falso e truffa viene contestata a Carianni e a Librizzi per le timbrature del cartellino effettuate dall’autista per far risultare in servizio il medico mentre questi si trovava in altri luoghi, mentre il peculato si riferisce al mancato versamento di somme che il primario avrebbe dovuto all’azienda sanitaria quale percentuale prevista per la sua attività libero professionale. Accuse di falso ideologico e abuso d’ufficio sono collegate ad un concorso indetto dall’azienda sanitaria per l’assunzione di 5 ortopedici. Carianni, presidente della Commissione, avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale ad uno dei partecipanti, il dottore Andrea Prantera, fidanzato della figlia e avrebbe falsamente attestato l’insussistenza di situazioni di incompatibilità con i concorrenti. Tra gli indagati figurano anche Ignazio Maiorca, accusato di rivelazioni di segreti d’ufficio, Giuseppe Napoli accusato di falso in concorso insieme a Carianni. Santino Franchina – Gds