CALCIOSCOMMESSE, LE ACCUSE DI CARLO GERVASONI SFIORANO ANCHE L'EX DIFENSORE DEL MESSINA ALESSANDRO PARISI CHE RISULTEREBBE TRA I 40 NUOVI INDAGATI (TRA CALCIATORI E DIRIGENTI)

4 gennaio 2012 Mondo News

Iscrivere tutti nel registro degli indagati e poi svolgere accertamenti per verificare la consistenza di quanto “il Gerva”, al secolo Carlo Gervasoni, giocatore del Piacenza, ha raccontato sul mondo delle scommesse truccate nel mondo del calcio che l’hanno portato in carcere nell’inchiesta della Procura di Cremona. È questa la strategia, di fatto obbligata, del procuratore Roberto di Martino il quale, a quanto si è saputo, aggiungerà una quarantina di nomi tra calciatori, anche di serie A e qualche dirigente di società minore al lungo elenco di indagati nel procedimento sul Calcioscommesse. Gervasoni, nel suo interrogatorio del 27 dicembre scorso, fa il nome di una quarantina di persone, alcune delle quali già note all’inchiesta, come l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, e spiega il meccanismo della grande truffa. Gervasoni racconta di partite di A, a cominciare da Palermo-Bari del Campionato 2010-2011, terminata 2 a 1 per il Palermo. Gegic, ex calciatore del gruppo degli “zingari”, ancora latitante, gli riferì che «erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari Padelli, Bentivoglio, Parisi, Masiello Andrea e Rossi». Per Lazio-Genoa, terminata 4 a 2, sempre Gegic gli raccontò di aver appreso che gli slavi si incontrarono con Zamperini, anch’egli arrestato, che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio, mentre Milanetto del Genoa «interessò altri giocatori della sua squadra». I fratelli Cossato, del Chievo, «in prossimità della partita Atalanta-Piacenza mi rappresentarono di avere dei contatti nel Chievo, in particolare Pellisier ed Eriberto». Sempre i fratelli Cossato gli avrebbero detto anche «che tra i loro referenti c’erano anche altri calciatori che in passato avevano militato nel Chievo per poi passare ad altre società. Tra questi Italiano il quale aveva confidato loro che il Padova aveva comprato la partita con l’Albinoleffe, alla fine del campionato anno 2009/1010». Poi altri giocatori dell’Albinoleffe: il portiere Narciso, Ruopolo, Conteh, Cellini. Narciso e Cellini rifiutarono la combine e i due coinvolsero Caremi. Nella partita successiva, con la Salernitana, fu coinvolto anche Serafini. Per Albinoleffe-Ancona sarebbero stati tre anconetani – Colacone, Turati e Mastonunzio – a prendere l’iniziativa e a farsi avanti offrendo denaro per vincere la partita. Gervasoni fa il nome poi di Cassano, portiere del Piacenza, di Rickler e Passoni del Mantova. In un’occasione, Passoni – secondo quanto riferito a Gervasoni da Cassano – «agì per conto del Mantova, in particolare del direttore sportivo Magalini». Il calciatore cita anche Saverino, allora in forza alla Reggiana, e racconta che venne interessato anche Stefani perchè conosceva dei giocatori del Monza, per l’esattezza, Fiuzzi, Alberti e Iacopino. Per Atalanta-Livorno fu Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese, a raccontargli che «De Lucia e Perticone del Livorno si erano venduti la partita». Tutti nomi il cui coinvolgimento potrà essere dimostrato o escluso con delle indagini che richiedono l’iscrizione nel registro degli indagati. Se emergeranno dati certi a carico loro saranno interrogati dal magistrato e successivamente dal gip. Stefano Rottigni – GDS