MESSINA, DOPO LE NOSTRE DENUNCE… – Lungomare del Ringo vietato ai pescatori. Via tutte le "strutture" di alaggio, presto i lavori al Parco "Belfiore". Il sindaco emetterà un'ordinanza

4 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Sarà lunga e dura. E ieri mattina ci sono state le prime avvisaglie: insulti, urla, imprecazioni invereconde. Anzi, le avvisaglie c’erano già state lunedì, ieri è solo andata in scena la replica, magari con toni più aspri. Il programma dell’Amministrazione è ambizioso, chissà se anche percorribile: non che non ci sia la volontà, è che le resistenze sono forti e andranno affrontate con decisione. Avviati, con la collaborazione di MessinAmbiente, di personale dell’Autoparco comunale e della Squadra decoro della polizia municipale, sempre preziosa quando c’è da risolvere grane e affrontare qualcuno a muso duro, i primi interventi di pulizia della spiaggia su cui si affaccia il Parco “Belfiore” al Ringo, “sabotato” più che dai marosi da una discutibile realizzazione delle opere. Uno scempio l’abbiamo definito nei giorni scorsi e lo confermiamo: voragini lungo il tragitto compreso tra la via Brasile e il Circolo del tennis e della vela, pavimentazione saltata in più punti, ringhiera abbattuta, muri insozzati, tutt’intorno anarchia con barche di pescatori che hanno invaso quasi completamente l’arenile e rifiuti abbandonati come si fosse in una discarica. Le opere, come s’è avuto modo di rammentare nei giorni scorsi, furono appaltate dall’Autorità portuale che poi affidò la manutenzione del parco all’amministrazione comunale attraverso un protocollo di intesa. La croce se la ritrova sulle spalle l’assessore alle Manutenzione Pippo Isgrò, ieri sul “campo” con la dirigente comunale arch. Maria Canale. A entrambi è toccato il non semplice compito di comunicare ai pescatori che dal Viale della Libertà dovranno sloggiare: apriti cielo, profluvio di improperi. In realtà l’opinione pubblica si accontenterebbe che non trasformassero l’arenile in rifugio di ogni sorta di natante, anche quelli all’apparenza più improbabili, che non occupassero con le loro barche il parcheggio realizzato sul versante nord del parco, che non ritenessero, insomma, di esser diventati i padroni incontrastati di una “promenade” progettata e finalizzata ad altro, semplicemente la fruizione pubblica di un belvedere lungo il quale fare jogging, passeggiare o godere di uno spazio nato bello e divenuto impraticabile nel volgere di pochi mesi. Il primo passo è stato compiuto effettuando una parziale pulizia della spiaggia, né si poteva attendere che il cerchio venisse chiuso in una mattinata; portati in discarica, soprattutto, relitti di imbarcazioni abbandonate da chissà chi. Gli interventi, va da sé, proseguiranno nei prossimi giorni, sin da oggi, ma non è questo il punto. Bisognerà capire, infatti, se l’Amministrazione riuscirà a centrare l’obiettivo dichiarato di trasferire a Paradiso e Pace, come comunicato ai pescatori, le imbarcazioni che oggi occupano la spiaggia. Isgrò è perentorio sul punto: «L’arenile andrà liberato, innanzitutto dalle strutture realizzate per l’alaggio delle barche. Il Comune, pur trovandoci in un’area il cui specchio acqueo non è balneabile, ma che sarà a giorni ripulito da sub volontari, ha intenzione di valorizzare la prossima estate il sito collocandovi finanche ombrelloni. Il sindaco è pronto a emettere ordinanza che vieta l’utilizzo improprio dell’arenile». Oggi in spiaggia arriverà una ruspa, la bonifica va avanti in attesa di ripristinare le strutture danneggiate del lungomare. FRANCESCO CELI – GDS