MILAZZO, LE ACCUSE A DON NUNZIO ABBRIANO: Abusi su una minore. Ex parroco di S. Marco a giudizio il due marzo

4 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Don Nunzio Abbriano, il prete di Milazzo di 44 anni, già parroco di San Marco, accusato di abusi sessuali che sarebbero stati compiuti ai danni di una giovane parrocchiana di 17 anni, sarà processato il prossimo 2 marzo col giudizio immediato. La Procura di Barcellona, con richiesta firmata dai sostituti procuratori Mirko Piloni e Fabio Sozio, ha infatti disposto per il reverendo che è stato arrestato nell’autunno scorso, il giudizio immediato che sarà celebrato il 2 marzo. Il quadro indiziario a carico dell’ex parroco della Piana, ha consentito ai due magistrati inquirenti che hanno coordinato le attività d’indagine della polizia di Milazzo di poter disporre il giudizio immediato in aula. La formula dell’immediato permette di evitare la fase dell’udienza preliminare, consentendo un processo più rapido per l’imputato rispetto ai consueti tempi della Giustizia italiana. Il reverendo ancora oggi si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Calderà a Barcellona e ciò perché, prima il Tdr di Messina e subito dopo per altre due volte il Gip Anna Adamo che aveva disposto i domiciliari, hanno rispettivamente respinto le richieste di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare e quelle di scarcerazione avanzate dai difensori dell’indagato. L’arresto di don Nunzio era stato richiesto dai sostituti della Procura di Barcellona Mirko Piloni e Fabio Sozio. I due magistrati inquirenti, fin dalla scorsa primavera avevano indagato con perizia sulla grave accusa mossa nei confronti del parroco, al quale si attribuisce sulla base della testimonianza della giovane e sulla scorta di registrazioni audio, di aver palpeggiato durante i pomeriggi trascorsi nei locali della parrocchia, nel periodo della Settimana Santa, una giovane parrocchiana minorenne di diciassette anni. Ad inchiodare l’ex parroco di San Marco sarebbero il racconto della ragazza, le registrazioni audio effettuate dalla stessa giovane all’indomani dei fatti e anche la testimonianza chiave di una insegnate di religione che avrebbe indicato ulteriori episodi e testimoni. La stessa insegnante avrebbe poi consigliato alla giovane di denunciare quanto accaduto. I fatti si sarebbero verificati il 14 aprile, quando la ragazza avrebbe subito il palpeggiamento dei glutei. Prima la crisi di pianto e poi il racconto ai genitori che avrebbero informato la polizia. La ragazza il giorno successivo, il 15 aprile, è tornata in Sacrestia con addosso nascosto un registratore audio. Ad accogliere la parrocchiana lo stesso prete che, sulla base di quanto accaduto il giorno prima, avrebbe persino frainteso la visita, tentando ulteriori approcci ai quali la giovane si sarebbe sottratta. Subito dopo sono entrati in scena i genitori della ragazza rimasti nelle retrovie. Il prete – così come dimostrerebbero le stesse registrazioni audio – avrebbe subìto le reazioni, non solo verbali, sia della ragazza che del padre di essa. Fatti per i quali non fu presentata dal prete alcuna denuncia. Adesso il processo, nel quale l’imputato sarà difeso dagli avv. Giorgio Leotti e Tommaso Calderone. LEONARDO ORLANDO – GDS