CALABRIA – San Giovanni in Fiore, continuano gli "avvertimenti" al sindaco: Dopo la denuncia di martedì, ignoti hanno tagliato alcuni alberi nella villetta accanto al Municipio e lasciato scritte intimidatorie contro Antonio Barile

5 gennaio 2012 Mondo News

Tira una brutta aria a San Giovanni in Fiore. Un’aria pesante, di sfida alle istituzioni. È lì, in quel pezzo di Calabria nel cuore della Sila cosentina, che si da un mese si vive in un clima avvelenato da continue intimidazioni. “Avvertimenti” diretti all’uomo del centrodestra che dal 30 maggio dello scorso anno è alla guida d’un Comune che per più di mezzo secolo è stato una solida roccaforte comunista. Antonio Barile era già espugnato il feudo rosso nel 2010 senza però avere la maggioranza in Consiglio. E così è durato fino al 25 gennaio del 2011 quando è calato il sipario su quella prima breve esperienza di governo. Da sei mesi è tornato e ha riavviato il processo di rivoluzione amministrativa già cominciato, mettendo mano alla macchina comunale, impegnandosi per rastrellare i finanziamenti per i lavoratori della Sial, impuntandosi sul distaccamento dei Vigili del fuoco, e, soprattutto, tenendo sempre d’occhio la borsa e gl’investimenti da fare per la sua città. Qui, adesso, ci sono troppi interessi in ballo, tanti quattrini destinati allo sviluppo di questo territorio storicamente depresso. Ed è proprio in questa porzione Calabria che Barile ha blindato la crescita sociale nei recinti della legalità facendo montare, un giorno dopo l’altro, il malumore dei signori del malaffare per certe decisioni che rischiano d’allontanarli troppo dai loro abituali “territori di caccia”. E reagiscono, lanciano messaggi, avvertono l’uomo del cambiamento, lo invitano a tornare indietro, a fermare questo vento del rinnovamento che rischia di spazzarli via. L’ultimo attentato è storia di ieri. Ed è stato lo stesso sindaco a denunciarlo ai carabinieri della Stazione cittadina, guidati dal luogotenente Antonio Pantano. Qualcuno, nella notte, ha tagliato alcuni alberi nella villetta attigua al Municipio. E sui muri sono stati scritti messaggi chiari diretti al sindaco. «Si tratta di un ulteriore gravissimo fatto – ha spiegato Barile –. Non ho paura e vado avanti nella mia azione. La nostra amministrazione ha effettuato delle scelte ed abbiamo toccato tanti interessi». È lui stesso a tracciare la pista che più delle altre sembra stimolare la curiosità degl’inquirenti. Un episodio sul quale è stato già aperto un fascicolo in Procura a Cosenza, su precisa disposizione del capo dei pm Dario Granieri. Già, perchè, quello di ieri è solo l’ultimo “avvertimento” indirizzato a Barile. Era stato lo stesso amministrare a rivelare l’inquietante sequenza nella conferenza stampa convocata a sorpresa martedì pomeriggio. Una campagna di odio detonata qualche mese fa con una serie di telefonate anonime, di notte. Poi, fu bruciata la casetta di campagna della moglie. Quindi gli venne rigata l’auto alla quale furono squarciate, successivamente, le gomme. Poi, il 28 dicembre, furono allentati i bulloni delle ruote e la moglie si salvò perchè s’accorse della manomissione durante un viaggio verso Crotone. Un lungo rosario di intimidazioni che ha finito per spaventare il primo cittadino che ha confessato: «Non esco più da solo, non vado in giro. Questi fatti, però, non mi fermeranno. Io continuerò per la mia strada, insieme alla mia giunta». Giovanni Pastore – GDS

Un sindaco nel mirino: ma io vado avanti. Allentati i bulloni dell’auto della moglie nel giorno del funerale dei ragazzi morti nell’incidente sulla “107”.
SAN GIOVANNI IN FIORE – Vogliono fermare il sindaco, la sua azione amministrativa. Il vento di rinnovamento che da mesi soffia su San Giovanni in Fiore preoccupa il malaffare e lo indispone. E così tenta di alimentare la tensione lanciando sinistri “avvertimenti” al responsabile di questo cambiamento, il sindaco Antonio Barile. Il primo cittadino è da un paio di settimane sulla graticola, ma solo ieri ha deciso d’informare i suoi concittadini. Lo ha fatto con una conferenza stampa convocata a sorpresa di primo pomeriggio per svelare quello che il prefetto Raffaele Cannizzaro e il comandante provinciale dell’Arma, Francesco Ferace, già conoscono. In pochi giorni, a cavallo del Natale, la Mercedes Classe A nera del sindaco, che abitualmente viene usata dalla moglie Gabriella Caputo, è stata per ben due volte fatta oggetto delle “attenzioni” di malviventi. Balordi che hanno allentatoi bulloni delle quatto ruote della vettura. La stessa berlina che era stata presa di mira prima di Natale, quando vennero squarciate tutte e quattro le gomme. Barile, accompagnato da tutto l’esecutivo e dai consiglieri di maggioranza ha detto di più: «Appena eletto, una casetta di campagna di mia moglie fu bruciata. Poi alla mia macchina, prima, con qualche oggetto appuntito furono eseguiti delle rigature e, successivamente, squarciate due ruote, ma non dissi nulla. Adesso, però, che “si alza il tiro”, ho preferito darne immediata comunicazione al Prefetto e al Comando provinciale dell’Arma». Insomma, a distanza di 5 giorni dall’accaduto, Barile spiega l’ultima intimidazione. «Che comincia a preoccuparmi, giacché comincio ad evitare di uscire pure la sera». Il fatto. Mercoledì 28 a San Giovanni è lutto cittadino per l’incidente di Natale. Sino alle 14 durano i funerali, cui partecipa tutta la popolazione. Verso le 16 la signora Caputo, con una sua nipotina si mette in viaggio in direzione Crotone con la Mercedes. A metà strada, all’altezza del viadotto del ponte sul Neto, la ragazzina si addormenta. La signora, proprio per far riposare la piccola rallenta mantenendo una velocità da crociera. Tuttavia, prima, di Passovecchio (dove la Statale 107 s’innesta sulla Statale 106 Jonica) sente dei rumori strani e l’auto sembra non tenere la strada. Alla prima area di sosta che incrocia si ferma, scende e nota che tutti i bulloni delle ruote sono allentati. Chiama il soccorso stradale, e corre ai ripari. Poi informa il marito che denuncia il fatto mantenendo il massimo riserbo. Ieri le considerazioni, con tutti i cronisti della città presenti alla conferenza e tutti a solidarizzare con il primo cittadino e la sua famiglia. Barile ha spiegato di non essere «intimorito, ma ancora più determinato, è probabile che l’atto criminale sia stato il proposito di qualcuno che s’è sentito “toccato” dall’azione amministrativa che viene portata avanti». Riferimenti precisi non ve ne sono, ma è facile, per come ha dichiarato il sindaco, che la sua Amministrazione abbia potuto intaccare interessi personali di singoli. «Noi dobbiamo risanare il Municipio e ci sono diverse ombre cui abbiamo messo le mani: forse da qui questa sorte di “avvisi”?». Questo l’interrogativo posto, sul quale gli inquirenti indagano. Ancora a precisare: «Noi lavoriamo nell’interesse della città, ma, per esempio, due fatture: una di 90 mila euro e l’altra di 300 mila euro, prive di un normale iter, come possiamo liquidarle? Per il 2012 abbiamo già risparmiato 500 mila euro e puntiamo a sanare tante altre irregolarità, altrimenti dov’è la diversità rispetto alle amministrazioni precedenti?». Quindi, le considerazioni finali del sindaco: «Miriamo al bene di San Giovanni, senza fare troppa pubblicità. Perfezioneremo la “macchina” comunale, ritornaremo in possesso di tanti beni, potenziaremo l’ospedale e altro». Infine, la solidarietà dei consiglieri e degli assessori; «sino alla fine – hanno detto – perché saremo la sera con Barile a chiudere le luci del Municipio, senza mai lasciarlo solo perché per noi è un onore avere sindaco un uomo così illuminato, preparato, onesto e lungimirante. Una vera guida!». Mario Morrone – GDS del 04-01-12