SANITA' IN SICILIA: Aziende sanitarie cattive pagatrici. Tra le peggiori, Garibaldi e Papardo

8 gennaio 2012 Cronaca di Messina

I tempi dei pagamenti da parte della Asl alle ditte fornitrici sono eterni in Italia: in un caso limite arrivano superare anche i 4 anni, ma in almeno 8 aziende sanitarie, tra Campania e Calabria, si passano i 1.000 giorni. E’ quanto ha rilevato la Cgia di Mestre che ha stilato la graduatoria nazionale dei tempi di pagamento alle imprese fornitrici in sanità. E tra le prime venti peggiori pagatrici vi è l’ospedale Garibaldi di Catania (al 13esimo posto e l’azienda Papardo di Messina (piazzata al 17 posto c on un ritardo di circa 800 giorni). Secondo lo studio solo due Asl su 286, lo 0,7% del totale, pagano le imprese fornitrici entro 60 giorni: sono quelle di Crema (46) e Mondovì (23). Con 1.676 giorni, oltre quattro anni e sette mesi, spetta all’Azienda sanitaria locale di Napoli 1 Centro la maglia nera dei tempi di pagamento verso le ditte fornitrici. Ad essa segue l’Asl San Sebastiano di Caserta dove i pagamenti vengono onorati dopo 1.414 giorni (poco più di tre anni e 10 mesi), mentre all’Asl provinciale di Crotone ne occorrono 1.335 (tre anni e otto mesi). Tra le realtà sanitarie che pagano le fatture dei fornitori dopo mille giorni, la Cgia segnala l’Ospedale Federico II di Napoli (1.321 giorni), l’Ospedale di Cosenza (1.257 giorni), l’Asl di Salerno (1.157 giorni), l’Azienda Ospedaliera Pugliese di Ciaccio-Catanzaro e l’Asl di Cosenza . In base alla stima della Cgia, l’importo complessivo delle fatture che le Asl devono ancora pagare alle aziende fornitrici private è di circa 40 miliardi di euro. «Questa anomalia tutta italiana – rileva Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – deve terminare. I ritardi influiscono negativamente sulla liquidità e stanno complicando la gestione finanziaria delle imprese fornitrici». «Inoltre, – aggiunge – gli effetti negativi sono aumentati considerevolmente proprio in questi ultimi mesi di recessione economica, visto che l’accesso a qualsiasi forma di credito è diventato più difficile».