MESSINA: Crollo allo stadio San Filippo. Inchiesta chiusa, 4 indagati. Progettista, collaudatore e responsabili dell'impresa

10 gennaio 2012 Cronaca di Messina

stadio

Il sostituto procuratore Camillo Falvo ha chiuso l’inchiesta sul crollo del muro dello stadio San Filippo, inaugurato nel 2004, avvenuto lo scorso 6 maggio e che ha provocato l’annullamento del concerto di Vasco Rossi del successivo 26 giugno. Risultano indagati per concorso in disastro colposo e falso il progettista e direttore dei lavori, l’ing. Beppe Rodriquez, il collaudatore statico dell’opera, l’ing. Tullio Martella, il responsabile del cantiere Carmelo Coniglione e il direttore tecnico dell’impresa “C & C Costruzioni”, che eseguì i lavori, Michele D’Agata. Al centro ci sono l’indagine dei vigili urbani della sezione di Pg e gli accertamenti del consulente della Procura, l’ing. Santi Mangano, che ha da tempo consegnato una perizia tecnica. I vigili urbani della Sezione di polizia giudiziaria su delega del sostituto Falvo in questi mesi hanno proceduto all’acquisizione di tutti gli atti amministrativi che riguardano la vicenda del crollo. La parte crollata fu posta sotto sequestro probatorio dal sostituto Falvo il 31 maggio scorso e fu poi dissequestrata nel corso della clamorosa querelle sull’opportunità o meno di tenere il concerto di Vasco Rossi, con il “no” finale della Commissione prefettizia sui pubblici spettacoli per motivi di incolumità degli spettatori. La storia del muro crollato al “San Filippo” ha dell’incredibile. Ai primi di maggio del 2011 sempre nell’area dello stadio era letteralmente sprofondata la strada, una delle carreggiate dell’anello d’asfalto che circonda la struttura. Poi, nel giro di pochi ore si era registrato anche il crollo del muro alle spalle della curva nord e della tribuna C, e dopo le prime verifiche fatte eseguire dal sindaco Buzzanca era emersa una verità sconcertante. Infatti dal sopralluogo effettuato dall’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò e dal geologo comunale Carmelo Gioè era emerso che nel muro, lungo una decina di metri e alto sei, le strutture in ferro erano state collocate… al contrario. In pratica, quelle sul lato esterno, con un diametro più grosso e a distanza di circa dieci centimetri l’una dall’altra, avrebbero dovuto occupare la posizione interna, dove invece si trovavano elementi più piccoli, uno ogni venti-venticinque centimetri. Il peso era concentrato in avanti e il ferro non effettuava alcuna trazione. Nei giorni scorsi, il Comune ha affidato all’ing. Rodriquez il nuovo incarico per la redazione del progetto in linea con le prescrizioni del Genio civile.(n.a.)