ECONOMIA E COMMERCIO A MESSINA: ECCO COSA NASCERA' AL POSTO DEGLI EX MAGAZZINI PICCOLO E DEL RITROVO BILLE'…

11 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Un settore in continua evoluzione, quello dell’offerta commerciale. Legato alle acrobazie del mercato, all’altalena delle mode e, in un momento difficile come questo, anche e soprattutto a fattori economici che assumono contorni sempre più rilevanti, determinando una forte contrazione dei consumi (specie di quelli voluttuari, a danno di “grandi” e “piccoli”: sintomatica è la chiusura quasi contemporanea di due notissime videoteche, come il colosso Blockbuster e l’azienda a conduzione familiare Cinemania, a poca distanza l’una dall’altra) e quindi una durissima “selezione naturale” tra attività. Tra l’altro, a breve bisognerà fare i conti con i dirompenti effetti della rivoluzione organizzativa targata Monti: al Comune, come spiega l’assessore Puglisi, attendono indirizzi da Palermo, ma la normativa è chiara e introduce una totale liberalizzazione negli orari dei negozi e nell’apertura di nuove attività, anche se ancora non sembra che la novità abbia preso molto piede. Da anni ormai a Messina si assiste ad un continuo ricambio: attività storiche chiudono i battenti, impersonali franchising in categorie di grande smercio conquistano sempre più posizioni, le grandi firme lasciano questa sponda dello Stretto (sbarcando spesso sull’altra) e si assiste ad un generalizzato livellamento verso il basso, che non necessariamente però deve essere oggetto di sole drammatiche analisi. Il target messinese è quello che è: inutile negarlo, le risorse non sono quelle dei ricchi distretti produttivi del centro-nord. Eppure, da un lato resiste una nicchia di buyers locali dedicata a shopping di alto livello (e che spesso, purtroppo, spende fuori città), dall’altro, sussiste una comunità di circa 250.000 persone (residenti e non, di ogni età) con costanti bisogni di consumo che non si possono certo azzerare e che costituiscono una sicura piattaforma di domanda per un’offerta di medio prezzo. In mezzo, c’è un’importante risorsa, il turismo, che a torto si ritiene già persa in partenza a beneficio di altre località: lo sarà, probabilmente, finché la nostra città non saprà proporre migliori occasioni per conquistare il favore di soggetti che, comunque, sono in vacanza e vogliono spendere. Proprio ai croceristi, ad esempio, ma ovviamente non solo, è destinata un’interessante iniziativa commerciale, che dovrebbe vedere la luce in primavera. Si tratta di “Athena Gallery”, non un centro commerciale, ma un multicorner che aprirà negli spazi degli ex Magazzini Piccolo, sulla parte bassa di viale S. Martino, affacciata proprio dove tutti sperano possa sorgere la “Rambla” in salsa messinese, isola pedonale di nuova concezione che risanerebbe un’area sin troppo mortificata. Ad animare il progetto è una cordata di imprenditori e professionisti messinesi, di cui è portavoce Raffaele Lindia, già a capo di diverse grandi strutture di vendita. «Sarà una piccola Harrod’s – annuncia Lindia – un elegante allestimento, con brand particolari tutti italiani e con spazi per l’artigianato siciliano, rivolto soprattutto ai croceristi, a beneficio dei quali si garantirà un’apertura domenicale e festiva. Ci saranno anche una caffetteria con prodotti tipici, una stazione radio che trasmetterà in diretta, uno spazio dedicato alle esigenze di mamme e bimbi e la disponibilità all’interno di una connessione wi-fi». Importante l’investimento, che sta comportando anche il rifacimento secondo le attuali normative di tutta l’impiantistica del grande magazzino, chiuso da anni, con 1.300 metri quadri di superficie commerciale su tre livelli, la cui progettazione è affidata all’architetto Francesco Modica. Una settantina i posti di lavoro all’interno della struttura, che opererà in locazione mentre la proprietà dell’immobile rimane alla famiglia Piccolo-Rescifina. E mentre dunque è ormai prossimo il recupero di un’attività commerciale alla quale sono legati i ricordi di generazioni di messinesi, dovrebbe presto diventare realtà anche la riapertura di un altro notissimo locale. Il ritrovo Billè – ormai chiuso da diversi mesi, dopo il licenziamento di tutti i lavoratori – con le sue serrande abbassate getta un’ombra di malinconia sulle passeggiate in centro di chi ama la città e riesce a guardare oltre le sole scintillanti vetrine. Proprio quell’immobile tra l’altro, non molto tempo fa fu trasformato in dormitorio notturno da un gruppo di clochard che presero dimora nei gazebo esterni, nel pieno cuore commerciale della principale piazza cittadina, fino a quando non furono cacciati. Un episodio impossibile da dimenticare, specchio di tempi difficili nei quali il bisogno e il disagio sociale finiscono col travalicare anche la dignità umana. Anche in questo caso, un gruppo di imprenditori messinesi, fra i quali il consigliere comunale Bruno Cilento, dovrebbe risollevare le sorti dello storico locale, con un progetto di recupero che comunque ne tutelerebbe l’originale tipologia.(n.l.r.)