'Ndrangheta e appalti, ventuno arresti. In manette pure funzionario Anas e tre dirigenti di Condotte d'Acqua. I lavori della 106 e la scuola di Bova

12 gennaio 2012 Mondo News

I tentacoli delle cosche del litorale jonico sugli appalti pubblici. Una storia che si ripete. La conferma arriva dall’inchiesta “Bellu lavuru 2”, condotta dai carabinieri ancora sul fronte delle infiltrazioni mafiose nel settore dei lavori, a cominciare dall’ammodernamento della 106. E dalle indagini è emerso che la ‘ndrangheta riusciva a gestire importanti lavori anche attraverso la compiacenza e la collusione di funzionari pubblici e tecnici di grandi imprese. All’alba di ieri è scattata un’operazione che ha portato all’arresto di 21 persone (20 in carcere, 1 ai domiciliari). I militari del Comando provinciale e del Ros di Reggio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Domenico Santoro. L’inchiesta si è occupata delle attività dei gruppi criminali facenti capo alle famiglie Morabito, Bruzzaniti, Palamara, Maisano, Rodà, Vadalà e Talia, tutte attive nel territorio compreso tra Bova Marina e Africo. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno, dall’intestazione fittizia di beni alla truffa aggravata, dal danneggiamento aggravato alla procurata inosservanza di pena, fino alla frode in pubbliche forniture, furto aggravato di materiali inerti, crollo di costruzioni (clamoroso quello della galleria S. Antonino a Palizzi) o altri disastri dolosi, violazione delle prescrizioni alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Tutti i reati risultano aggravati dall’articolo 7, ovvero dall’aver favorito un sodalizio mafioso. L’attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Lombardo ha documentato l’infiltrazione pervasiva della ‘ndrangheta, nella sua espressione unitaria delle cosche operanti sul territorio, nei lavori di ammodernamento della 106, la cosiddetta variante all’abitato di Palizzi, rientrante nel programma delle “grandi opere” di competenza dell’Anas e aggiudicato per 84 milioni di euro alla Condotte d’Acqua Spa di Roma, in data 22 febbraio 2005, e di realizzazione dello stabile dell’Istituto superiore “Euclide” di Bova Marina (comprensivo di Istituto tecnico per geometri e Liceo scientifico) indetto dalla Provincia di Reggio Calabria e aggiudicato per l’importo di oltre 3 milioni di euro al gruppo “Corsaro srl” con sede legale ad Adrano (Catania). I particolari dell’inchiesta e dell’operazione sono stati forniti in conferenza stampa dal procuratore Giuseppe Pignatone, insieme con il comandante provinciale dell’Arma colonnello Pasquale Angelosanto, il suo vice, tenente colonnello Carlo Pieroni, il comandante del gruppo di Locri tenente colonnello Giuseppe De Liso, il maggiore Michele Miulli, il comandante della compagnia di Melito capitano Gennaro Cascame e il comandante del nucleo operativo della compagnia di Bianco Fortunato Suriano. Stando ai risultati dell’inchiesta le ‘ndrine avrebbero allungato i loro tentacoli su ogni tipo di gestione nei cantieri. L’indagine era partita, come emerso dalla prima fase dell’inchiesta sfociata nel 2008 in una raffica di fermi, quando nel carcere Giuseppe Morabito, capo dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta di Africo, era stato informato dai parenti, durante un colloquio, dell’avvio delle opere. L’anziano boss aveva commentato con una frase che poi aveva ispirato la scelta del nome da dare all’inchiesta: «È proprio un bellu lavuru». Quell’intercettazione avvenuta nel carcere di Parma, dove “Tiradritto” è detenuto al 41 bis, aveva permesso ai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria di avviare il monitoraggio degli appalti. Così era emersa la presenza ossessiva delle ‘ndrine. Tutto doveva passare per le mani della criminalità organizzata, persino la cancelleria utilizzata negli uffici. Questo, grazie ad una fitta rete di rapporti e complicità, con le collusioni che, secondo gli inquirenti, chiamerebbero in causa i responsabili, per i lavori sotto osservazione, della Condotte d’Acqua Spa e dirigenti dell’Anas. In particolare, i riscontri investigativi hanno permesso di evidenziare i comportamenti incriminati che avrebbero avuto Vincenzo Capozza, direttore dei lavori dell’Anas nella variante di Palizzi sulla statale; Pasquale Carrozza, capo cantiere della Società Italiana per Condotte d’Acqua; Rinaldo Strati, amministrativo di cantiere della società appaltatrice; Antonino D’Alessio, direttore di cantiere della società appaltatrice; Sebastiano Paneduro, project manager della società appaltatrice; Cosimo Claudio Giuffrida, direttore tecnico della società. Sarebbero stati loro, sempre secondo gli inquirenti, a favorire gli interessi economici delle ditte vicine alle consorterie, al punto da fare proseguire la fornitura di calcestruzzo per due mesi e mezzo nonostante la Prefettura avesse riscontrato delle anomalie. E tutto sarebbe avvenuto, secondo gli inquirenti, in una condizione di assoggettamento, al punto che la ‘ndrangheta avrebbe deciso le assunzioni di maestranze e si sarebbe potuta permettere anche l’utilizzo di materiali scadenti che avrebbero messo in serio pericolo la sicurezza delle strutture. Senza contare le modalità approssimative nell’esecuzione dei lavori che, secondo l’accusa, sarebbero stata la causa del crollo della galleria di Palizzi. Paolo Toscano – GDS

Al Qaida jonica
Nell’ordinanza dell’operazione “Bellu lavuru 2” si evidenzia che «a dimostrazione tanto della condivisa accettazione dei ruoli che dell’elevata caratura raggiunta dall’associazione mafiosa, divenuta strutturata holding criminale che fa capo alle principali famiglie della fascia jonica reggina, va ribadita la rilevanza della totale assenza di danneggiamenti o atti intimidatori». Il sostanziale equilibrio raggiunto appare legato proprio alla presenza di innovativi organismi, tra cui quello denominato “la base” (in arabo si traduce Al Qaida, il nome dell’organizzazione terroristica fondata da Bin Laden), in grado di gestire la spartizione tra i vari sodalizi (alcuni, in passato, interessati da cruente faide) della gestione e controllo della fase esecutiva degli appalti di interesse, e in particolare di quella relativa alla costruzione della variante all’abitato di Palizzi.