TAORMINA, IL CASO: Evasori a Taormina? Il sindaco querela l'assessore leghista

12 gennaio 2012 Cronaca di Messina

A una settimana dalle dichiarazioni di Marino Finozzi, che hanno scatenato aspre polemiche, il sindaco di Taormina annuncia di aver intrapreso le vie legali contro l’assessore al Turismo del Veneto, Marino Finozzi (Lega Nord) che il 5 gennaio scorso aveva affermato: «i controlli fiscali dovrebbero farli anche a Taormina e non solo a Cortina d’Ampezzo». «Ho incaricato nelle scorse ore il segretario generale del Comune di Taormina, dott. Michelangelo Lo Monaco – spiega Mauro Passalacqua, primo cittadino della Perla dello Jonio – affinchè venga individuato un legale di fiducia con il quale avviare un’azione legale nei confronti dell’assessore leghista che ha fatto nei giorni scorsi inaccettabili dichiarazioni nei confronti della città di Taormina. Voglio dire a Finozzi che a Taormina la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, cosi come tutte le autorità preposte, fanno il loro lavoro in modo serio e rigoroso per 365 giorni l’anno, e gli operatori economici e i cittadini di questa comunità sono gente onesta che lavora e paga le tasse regolarmente». «Le dichiarazioni dell’assessore Finozzi, a nostro avviso assurde e inopportune, hanno recato un danno di immagine per Taormina, che in termini turistici e mediatici, è stata vista come una meta dove la legge non viene rispettata». Dunque l’Amministrazione di Taormina preannuncia una richiesta di danni. «La lotta all’evasione fiscale va bene – ricordiamo, aveva affermato Finozzi – ma dovrebbe essere estesa su scala nazionale e non colpire solo il Veneto». Poi il riferimento diretto a Taormina: «La visita a Cortina da parte degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate la vedo bene se si tratta di combattere seriamente l’evasione fiscale. Ma la vedo male se si tratta di colpire solo Cortina e solo il Veneto. Potrebbero spingersi anche più a sud. Dove? A Taormina, per esempio, che è anch’essa una prestigiosa e lussuosa località che concentra il turismo internazionale». Una tesi che ora dovrà provare in un Tribunale. Della Repubblica italiana. DA GDS