COMISO: Nell'ex base Nato, villetta occupata dal titolare di un'agenzia di casting. Chi ha autorizzato il vittoriese, già noto alle forze dell'ordine?

13 gennaio 2012 Mondo News

Blitz dei carabinieri ieri mattina in municipio. Gli uomini del Nucleo investigativo di Ragusa, insieme ai militari della Compagnia di Vittoria, coordinati dal capitano Carmine Gesualdo, hanno perquisito gli uffici sequestrando una quantità di documenti che riguardano la concessione di edifici ubicati all’interno dell’aeroporto Magliocco. Oltre a diversi faldoni, i carabinieri hanno portato via due computer della Ripartizione affari legali, contenzioso e contratti. L’indagine riguarda la villetta occupata da Francesco Sacco titolare dell’agenzia di casting “Sicil production films” che ha sede a Vittoria. Sacco, vittoriese, ha avuto diversi guai con la giustizia; arrestato nel 1998 nell’ambito dell’operazione “Scacco matto”, è stato condannato nel 2002 a sette anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo alcune indiscrezioni avrebbe anche utilizzato il teatro all’interno del Magliocco per girare alcune scene di un film su Salvatore Giuliano intitolato “Il Leone di Montelepre”. Secondo un’altra versione dei fatti avrebbe invece chiesto per lo stesso motivo l’uso del teatro Naselli, ma la cosa non avrebbe avuto seguito. A scoprire l’ occupazione della villetta da parte di Sacco è stata la Guardia di Finanza durante uno dei tanti controlli effettuati all’interno dell’ex base Nato. A seguito di questa segnalazione, il procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia ha dato ora mandato ai militari dell’Arma di scoprire chi ha eventualmente autorizzato Sacco ad occupare la villetta. Di qui la visita di ieri mattina in municipio e il sequestro degli atti. In merito all’indagine le Fiamme Gialle avevano sentito già qualche settimana fa il sindaco Giuseppe Alfano il quale aveva asserito di non sapere che Sacco alloggiasse in una delle abitazioni del settore italiano dell’ex base. L’assessore Rosario Schembari che ieri mattina era presente alle perquisizioni dei carabinieri afferma che non esiste in Comune alcun atto autorizzativo nei confronti del presunto mafioso che comunque già da tempo avrebbe lasciato l’alloggio. E’ la terza indagine avviata dall’autorità giudiziaria con al centro presunte concessioni illecite di beni demaniali all’interno del Magliocco. Un paio di anni fa la Guardia di Finanza denunciò alcuni ex amministratori, fra i quali anche il precedente sindaco, ora deputato regionale, Giuseppe Digiacomo, per abuso d’ufficio per avere consentito a un aeroclub privato di servirsi di un ampio piazzale e della pista di decollo del Magliocco. Due mesi fa è finito nel mirino della procura pure l’attuale primo cittadino reo di avere consentito ad alcune Porsche e Ferrari di rombare sulla pista in preparazione di una manifestazione benefica. Secondo l’on. Digiacomo: « siamo di fronte ad un’altra vicenda vergognosa che getta ulteriori ombre inquietanti sulla gestione dell’infrastruttura ancora chiusa al traffico. Un fatto di una gravità inaudita che, purtroppo, non potrà che avere pesanti ripercussioni sull’immagine di positiva che fino al 2008 la città di Comiso e il suo aeroporto si erano costruita. Un fatto che segue di poche settimane il caso delle Ferrari e Porsche che scorrazzavano sulla pista davanti agli occhi di Alfano. Come sempre siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e sicuri che sarà fatta piena luce su questi episodi e sulle responsabilità. Certo – conclude Digiacomo – se anche questo fatto fosse vero sarebbe facile capire perché è stato rimosso in modo così brutale il nome di Pio La Torre dall’aeroporto». Antonio Brancato – GDS