Ex Nar ferito, Carlo Giannotta accusato di tentato omicidio: Lo scorso 2 gennaio il messinese Francesco Bianco, di 51 anni, era stato ferito in strada da tre colpi di pistola in via Tiburtina. Nell'inchiesta sul ferimento dell'ex militante dei Nar spunta anche il nome di Gianluca Iannone, leader di Casapound. Che insulta il magistrato Saviotti, morto prematuramente e che indagò più volte sull'organizzazione

13 gennaio 2012 Mondo News

Dissidi interni per la gestione politica della sede di Acca Larentia. E’ questo il motivo che ha spinto una decina di giorni fa Carlo Giannotta, attuale responsabile della sede autonoma Acca Larentia, a sparare contro l’ex Nar Francesco Bianco. E’ quanto si apprende dalle indagini condotte dalla Procura di Tivoli. L’accusa mossa nei confronti di Giannotta e’ di tentato omicidio. Lo scorso 2 gennaio Francesco Bianco, di 51 anni, era stato ferito in strada da tre colpi di pistola in via Tiburtina, all’altezza del centro termale di Bagni di Tivoli. I proiettili lo avevano colpito alle gambe e alla mano. Alcuni testimoni avevano riferito di aver visto due persone in sella ad uno scooter avvicinarsi alla vittima e uno di loro, scendere prima di sparare. Oltre al fermo di Giannotta sono state eseguite perquisizioni domiciliari disposte dalla Procura di Tivoli, estese anche alla sede di Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano a Roma, di cui Giannotta è responsabile. Nell’inchiesta sul ferimento dell’ex militante dei Nar Francesco Bianco spunta anche il nome di Gianluca Iannone, leader di Casapound. La sua abitazione e’ stata perquisita dai carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Roma.

Una folla imponente ha reso omaggio alla salma di Saviotti.
Parole agghiaccianti a prendersi beffa della morte improvvisa di un magistrato che su loro aveva indagato più volte. Sono quelle che il leader di Casapound, Gianluca Iannone, ha riservato su Facebook alla prematura scomparsa di Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo di Piazzale Clodio. «Il 2012 si apre con prospettive interessanti… Evviva»: queste le parole del presidente di Casapound Italia sul social network, dove compare col nick di «Gianluca da Tortuga» a commento della morte del procuratore aggiunto di Roma avvenuta mercoledì per un malore. Parole sulle quali ora la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per istigazione a delinquere affidata al pm Eugenio Albamonte. Gli accertamenti sono stati delegati alla polizia postale che ora dovrà identificare l’autore dello scritto. Casapound per voce del vicepresidente Andrea Antonini precisa che «l’esternazione non è riconducibile a Casapound» ma «appare sul profilo personale di Iannone». Ma difende quelle parole perché «è francamente ipocrita aspettarsi contrizione da parte nostra dato che questo pm ha avuto a che fare almeno due volte con noi». Immediata e unanime la condanna per le parole del leader di Casapound all’indirizzo di un magistrato molto stimato. Ieri una folla imponente ha reso omaggio alla salma di Pietro Saviotti nella camera ardente allestita a Piazzale Clodio. A portare l’ultimo saluto al magistrato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente del Csm Michele Vietti, il sottosegretario all’Interno Giovanni Ferrara, che nel 2008, quando era procuratore della repubblica, affidò a Saviotti la delega dell’antiterrorismo. E ancora, il presidente dell’Anm Luca Palamara. Mariano Parise – GDS