MESSINA, I TEST A MEDICINA: Una Commissione indagherà sul furto delle "brutte copie"

15 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Sarà costituita una Commissione amministrativa per fare chiarezza sul furto delle “brutte copie” dei test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, sparite da uno degli uffici del plesso centrale dell’Ateneo. A specificarlo un comunicato dell’Università. «In riferimento ai plichi dei fogli “brutte copie” che sono stati sottratti da ignoti dai locali dell’Archivio della Direzione didattica di via dei Verdi (e non del Rettorato) – si legge nel comunicato – pur sottolineando che si tratta di documenti privi di rilevanza vi è viva preoccupazione per un furto avvenuto in un Archivio dell’Ateneo. E per questo è stato deciso di costituire una Commissione amministrativa che accerti quanto accaduto». L’Università interviene anche sulla vicenda del ricorso presentato da 51 studenti rimasti fuori dalla graduatoria che contestano la violazione del principio dell’anonimato. «L’Ateneo in ottemperanza all’ordinanza del Tar del 21 dicembre scorso fornirà puntualmente tutti i chiarimenti necessari attestanti la regolarità dell’operato della Commissione e dello svolgimento delle prove. Si è certi che, come richiesto dai giudici amministrativi, il Cineca, fornirà chiarimenti sulle misure adottate per: verificare l’integrità dei plichi all’atto della ricezione e la custodia degli stessi, le modalità di correzione degli elaborati, la verifica dei plichi all’atto della ricezione». Da un ricorso all’altro. Il segretario della Confsal federazione Snals Università Cisapuni, Nello Pergolizzi, ha infatti deciso di ricorrere al giudice del lavoro contro l’Amministrazione universitaria per comportamento antisindacale. Il sindacato contesta al rettore Tomasello e al direttore amministrativo Pino Cardile di aver deciso, unilateralmente, di mettere i dipendenti “in ferie d’ufficio” dal 2 al 5 gennaio. Pergolizzi sottolinea come l’art. 28 comma 9 del Ccnl statuisca che le ferie vanno fruite nel corso di ciascun anno solare secondo le richieste del dipendente. «Il successivo comma 10 – continua Pergolizzi – concede una sola facoltà all’amministrazione, quella di poter chiudere una o più strutture, per non più di una settimana, nel periodo 1 giugno-30 settembre».(m.c.)