"Caso Ruby": Sono stati rinviati a giudizio dal gup De Marco, Ester Fragata, titolare di un centro benessere di Messina, e l'avvocato Goffredo Sturniolo. Devono rispondere rispettivamente di induzione alla prostituzione e di tentata violenza sessuale sulla ragazza marocchina

19 gennaio 2012 Cronaca di Messina

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La difesa s’è giocata tutte le sue carte, compresa una richiesta di abbreviato condizionato, cioé con nuove prove da discutere in aula. Ma la decisione del gup Giovanni De Marco è stata netta: tutte le richieste difensive rigettate, due rinvii a giudizio “duri e puri” per una delle tante vicende giudiziarie legate all’avvenente Ruby, la marocchina Karima El Mharoug che dopo essere andata via da Letojanni, nel 2009, per qualche tempo visse a Messina. Il processo si aprirà davanti ai giudici della prima sezione penale il prossimo 3 maggio. E ne vedremo delle belle. In questo procedimento, che vede Ruby come parte offesa, sono coinvolti in due: Ester Fragata, la titolare del centro estetico che la ospitò nel suo breve periodo messinese, e un avvocato, Goffredo Sturniolo, un giovane che la ragazza avrebbe frequentato in quel periodo. La Fragata deve rispondere di induzione alla prostituzione. Secondo l’accusa aveva dato ospitalità alla giovane nel centro estetico invitandola ad assecondare le richieste di “massaggi particolari” da parte dei clienti o di altre prestazioni sessuali. La ragazza però si rifiutò e fuggì dal centro estetico. L’accusa contestata a Sturniolo è invece di aver tentato più approcci sessuali con la marocchina, nel bagno del centro estetico, su un’auto, in una discoteca e in un’abitazione. Fatti che secondo quanto ha raccontato Ruby alla polizia risalirebbero tra l’11 e il 13 febbraio del 2009. C’è però da dire che sia la titolare del centro estetico sia l’avvocato hanno sempre respinto ogni accusa, presentando ognuno una querela per calunnia contro la giovane marocchina. E sempre dalle nostre parti, ma davanti al gup del Tribunale dei minori Michele Saya, non si è ancora conclusa l’udienza preliminare per il furto del bracciale, un “tennis” da 3.000 euro, dai locali del centro estetico, un furto denunciato dalla Fragata che a suo tempo accusò la marocchina con una denuncia. Torniamo a ieri mattina. Il pm Capece Minutolo per la Procura ha chiesto e ottenuto il rinvio ai giudizio di entrambi, la Fragata e Struniolo, per tutte le accuse contestate. Stessa linea ovviamente per la parte offesa, gli avvocati di Ruby, il legale Alessandro Billè e la collega di Milano Paola Boccardi, che assiste la marocchina in tutti i vari processi, compreso quello più importante di Milano. Sull’altro fronte i tre difensori dei due imputati, gli avvocati Nunzio Rosso per la Fragata, Laura Autru Ryolo e Nicola Giacobbe per Struniolo. Come prima cosa hanno eccepito l’inutilizzabilità dei due nuovi clamorosi verbali di dichiarazioni depositati di recente agli atti dell’inchiesta dal sostituto Federica Rende, il magistrato che s’è occupata del caso Ruby, sostenendo che erano stati formati in pratica “fuori tempo massimo” dopo la chiusura delle indagini preliminari. Si tratta dei due testimoni sentiti dai poliziotti del Commissariato Nord di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi: una ragazza conferma indirettamente la presenza dei famigerati dadi per il gioco sessuale, di cui ha parlato la marocchina, a casa di Struniolo, ma colloca il fatto a parecchi anni addietro, e l’altro, un organizzatore di serate in provincia, ha parlato di alcuni dialoghi e incontri avuti con la Fragata, in cui la donna gli avrebbe proposto guadagni con incontri sessuali per clienti facoltosi. Il gup De Marco però ha ritenuto che questi due nuovi verbali siano pienamente utilizzabili. Poi le difese hanno richiesto di accedere all’abbreviato cosiddetto “condizionato”: per Sturniolo con le audizioni in aula della nuova teste e del poliziotto che ha raccolto le sue dichiarazioni, e con l’acquisizione degli atti del Tribunale dei Minori, compreso l’atto di chiusura delle indagini in cui la marocchina e indagata per calunnia ai danni dello Sturniolo; per la Fragata invece con l’acquisizione di alcuni atti del processo Berlusconi-Fede-Mora in corso a Milano e con l’audizione del nuovo testimone. Il gup De Marco ha però rigettato tutte queste richieste e i difensori hanno quindi optato per il rito ordinario, abbandonando la strada del giudizio abbreviato “secco”, cioé allo stato degli atti. Rito ordinario che s’è concluso con il rinvio a giudizio di entrambi al prossimo 3 maggio. NUCCIO ANSELMO – GDS