Reggio Calabria, proiettili e minacce a un poliziotto. Inquietante messaggio scritto a mano su un foglietto: «Sei ancora sulla piazza e ciò non va bene»

19 gennaio 2012 Mondo News

Un plico contenente proiettili, polvere da sparo e una lettera di minacce a un ispettore di Polizia. È stato recapitato per posta ieri mattina in Prefettura. Giunto all’ufficio protocollo, l’impiegato addetto alla corrispondenza l’ha aperto e scoprendo il contenuto è sobbalzato sulla sedia. È stato avvertito immediatamente Il prefetto Luigi Varratta. Scattato l’allarme, c’è stato l’intervento di personale della squadra mobile della Questura che ha sequestrato busta e contenuto: una cartuccia di kalashnikov, una di fucile, un frammento di miccia a lenta combustione, polvere da sparo e un foglietto con un inquietante messaggio rivolto al poliziotto che presta servizio in un commissariato della Piana di Gioia Tauro. “Sei ancora sulla piazza e ciò non va bene”, ha scritto qualcuno rivolgendosi al graduato sul cui nome, per ovvie ragioni, viene mantenuto il massimo riserbo. Si sa soltanto che in passato lo stesso poliziotto ha subito altre intimidazioni. Gli esperti del laboratorio regionale della Scientifica stanno eseguendo i necessari rilievi sui proiettili, e su quant’altro contenuto nel plico. Gli investigatori stanno verificando da quale ufficio postale è avvenuta la spedizione per provare a circoscrivere il loro raggio d’indagine. «Per quanto mi riguarda è un’anomalia che venga indirizzato un pacco con dei proiettili in Prefettura e con all’interno delle minacce ad un poliziotto». Lo ha detto il Prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta commentando l’arrivo del plico, ieri mattina, a Palazzo del Governo. «Questo gesto va accertato e interpretato – ha aggiunto Varratta – ed è per questo che attendo che vengano fatte tutte le verifiche possibili. Per quanto mi riguarda, comunque, sono sereno e vado avanti nel mio lavoro come ho fatto sempre». Quanto accaduto ieri mattina ripropone il problema della sicurezza degli uomini delle istituzioni in una realtà come quella reggina dove di recente attentati e intimidazioni sono sensibilmente lievitato come numero e come consistenza. Basti ricordare quanto accaduto nel 2010, non a caso definito come “annus horribilis” per la magistratura reggina a causa della serie impressionante di episodi con le toghe che operano negli uffici giudiziari della città dello Stretto nella incomoda posizione di destinatari di bombe, armi da guerra e lettere di minacce. Non appena le agenzie hanno cominciato a battere la notizia dell’arrivo del plico con cartucce e tutto il resto in Prefettura, sono cominciate le attestazioni di solidarietà e vicinanza al poliziotto minacciato per il tramite del prefetto. Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha telefonato a Varratta, per esprimere la propria solidarietà e vicinanza per il grave atto intimidatorio. «Si tratta di un gesto deprecabile e ignominioso», ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, che, appresa la notizia dell’intimidazione ha espresso la solidarietà personale e dell’intera Assemblea legislativa regionale: «Le minacce ai rappresentanti dello Stato – ha aggiunto Talarico – sono anche un segno della debolezza di una criminalità organizzata che avverte sempre di più le conseguenze della lotta delle forze dell’ordine e della magistratura che stanno ottenendo grandi risultati negli ultimi tempi». Anche il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, una volta venuto a conoscenza del messaggio intimidatorio giunto in Prefettura ha manifestato la propria solidarietà dichiarando «ferma condanna per l’atto subito, con la convinzione che il prefetto e tutte le forze dell’ordine continueranno nel percorso a difesa della legalità che stanno portando avanti nella città di Reggio». Da parte sua Agazio Loiero, coordinatore politico nazionale della federazione tra Mpa e Autonomia e Diritto, ha inviato un messaggio al prefetto: «Ancora una volta – ha sostenuto Loiero – assistiamo a un vile atto intimidatorio che rende conto, se ce ne fosse bisogno, del clima di pesantezza che avvolge la Città di Reggio Calabria. Al prefetto Varratta tutta la mia vicinanza, nella convinzione che continuerà nel rigore e nella determinazione di sempre, per affermare quei principi di democrazia, in favore di quella Calabria onesta che è con lui». PAOLO TOSCANO – GDS

Scheda
IL PLICO. È stato recapitato per posta, ieri mattina, in Prefettura. L’impiegato del protocollo l’ha aperto e ha scoperto il contenuto: una cartuccia di kalashnikov, una di fucile, un frammento di miccia a lenta combustione, polvere da sparo e un foglietto con un inquietante messaggio.
IL POLIZIOTTO. Il destinatario dell’intimidazione è un ispettore della Polizia che presta servizio nella Piana di Gioia Tauro (sul nome, per ovvi motivi, viene mantenuto uno stretto riserbo) che in passato era stato già minacciato.
LE INDAGINI. Vedono impegnato il personale della squadra mobile della Questura. Il primo obiettivo è di stabilire il luogo di partenza del plico per provare a restringere il raggio d’investigazione.