BARCELLONA P. G.: Operato l'agente dell'Opg aggredito da un internato

20 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Ritrovata la falange del dito medio della mano destra amputata ieri l’altro con un morso inferto da un internato nigeriano ad un ispettore della polizia penitenziaria dell’Opg di Barcellona. In primo tempo era stato ipotizzato che l’aggressore avesse ingoiato la parte anatomica staccata di netto con il morso. Così non è stato. Nel frattempo l’ispettore ferito era già stato sottoposto al Policlinico a delicato intervento chirurgico alla mano per la ricostruzione della “falange unguale” non ritrovata nell’immediatezza. A 48 ore dal ferimento avvenuto nel VI reparto dell’Opg l’ispettore sta bene ed ha potuto parlare per telefono con il direttore dell’Opg Nunziante Rosania che si trova a Roma. «L’intervento operatorio – così come ha fatto sapere il direttore Nunziante Rosaria – è riuscito perfettamente, anche se purtroppo la falange unguale non è stata riattaccata. Il ferito resta comunque ricoverato». Un secondo agente, un assistente capo che stava aiutando il collega a trattenere l’immigrato durante le fasi della terapia “forzata”, è rimasto anch’esso ferito anche se in maniera meno grave, riportando un taglio allo zigomo e contusioni perché scaraventato a terra. Lo stesso, dopo le prime cure prestate al pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona, è stato ricoverato nel reparto di Medicina per precauzione anche perché, come ha raccontato ai medici, non ricorda nulla di quel che è accaduto. Il nigeriano protagonista dell’aggressione era arrivato in Opg solo da pochi giorni da Reggio. L’uomo poco prima dell’imprevedibile reazione era stato sottoposto a visita dallo psichiatra che ne aveva constatato uno stato di eccessiva agitazione psico-motoria. Il medico aveva quindi disposto che l’infermiera di turno somministrasse un farmaco “psicolettico”, resosi necessario per sedarlo. Essendo stati eliminati progressivamente i 26 letti di “contenzione” di cui era dotato fino allo scorso anno l’Istituto, l’infermiera – così come prevede il regolamento penitenziario – ha chiesto di essere accompagnata dall’ispettore e dall’assistente che avevano il compito di immobilizzare il corpulento immigrato per l’iniezione. L’uomo ha invece aggredito i due agenti, avventandosi in particolare sull’ispettore capo, A. P., originario di Rodì Milici, che ha subito l’amputazione della falange del dito medio della mano destra. Per il segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, Donato Capece va garantita l’assistenza ai malati e allo stesso tempo la sicurezza degli operatori. Occorre mettere le strutture psichiatriche – ha dichiarato il sindacalista in un comunicato – nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiché le condizioni disumane in cui versano gli internati sono il frutto di una voluta indifferenza».(l.o.)