CRIMINALITA': Notte di intimidazioni a Barcellona P. G.. Attenzione degli inquirenti sull'avvertimento a Settimo Corritore

20 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Nottata di fuoco in due quartieri popolari di Barcellona. Due diverse azioni sono state portate a termine, intorno alle tre nella notte tra mercoledì e giovedì, da sconosciuti che hanno esploso fucilate contro la finestra di un appartamento nel quale abita un giovane messinese che si trova agli arresti domiciliari per l’operazione antidroga Wolf, scattata nel luglio del 2010 con gli arresti ordinati dalla Dda ed eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Messina. Altri spari, sempre fucilate, sono state invece indirizzate pochi istanti dopo contro un’Audi A3, di proprietà di un immigrato di nazionalità bulgara che risiede nel quartiere di Sant’Antonio Abate. Il primo obiettivo preso di mira da chi ha sparato scorazzando armato di fucile da caccia per i quartieri periferici della Città del Longano, è stata una delle finestre di un appartamento ubicato al primo piano di una delle palazzine della case popolari di via col. Roberto Gianani. In quell’anonima abitazione del rione, ubicata al primo piano, risiede il messinese Settimo Corritore, 30 anni, il quale si trova agli arresti domiciliari in quella casa per effetto dell’operazione antidroga “Wolf “, tradotto dall’inglese significa lupo, contro il clan di Mangialupi, appunto, dedito ad una febbrile attività di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Contro la finestra della residenza del giovane originario del rione Mangialupi, trasferitosi nella Città del Longano a seguito del suo matrimonio con una ragazza del luogo, sono state esplose due fucilate calibro 12 caricate a “pallini”. Sconosciuti ancora i motivi dell’atto intimidatorio che potrebbe anche essere un messaggio o un segnale per il destinatario. Poche notizie invece si hanno sull’immigrato bulgaro la cui auto, così come la finestra del giovane messinese che si trova agli arresti domiciliari, è stata fatta bersaglio da chi imbracciava nella notte un fucile da caccia calibro 12. Anche in questo secondo episodio, avvenuto nel quartiere Sant’Antonio a distanza di poco tempo dal primo grave fatto, i colpi esplosi contro l’Audi A 3 sono stati due, con cartucce dello stesso calibro e pure caricate a “pallini”. Sui due diversi episodi che potrebbero avere una matrice comune, stanno indagando i carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, assieme ai colleghi della locale stazione, che hanno già effettuato sopralluoghi finalizzati ai rilievi. Raccolti anche i reperti e ieri stesso, dopo aver ascoltato le versioni fornite dalle due persone prese di mira, inoltrato un primo rapporto al magistrato di turno della Procura di Barcellona. Non si sa ancora se le due vittime, il messinese agli arresti domiciliari e l’immigrato bulgaro, si conoscessero o meno. E ancora se tra i due distinti episodi avvenuti in uno spazio di tempo e luoghi relativamente brevi, possa esserci un comune denominatore o un semplice collegamento logico per fatti di criminalità. In questo caso è certo che ad entrambi i destinatari, anche se su obiettivi diversi (la casa per Corritore e l’auto per il bulgaro) è stato riservato analogo “trattamento”. Restano solo incerte le finalità del grave messaggio fatto da quattro spari nella notte, due cartucce per ciascuno dei destinatari. I carabinieri sonno al lavoro col il coordinamento del maggiore Luciano De Gregorio, comandante della Compagnia e dei militari della stazione, agli ordini del luogotenente Salvatore Pino. L’unico dato investigativo consolidato e reso pubblico è senza dubbio quello relativo al profilo del trentenne Settimo Corridore, personaggio del rione di Mangialupi, legato all’omonimo clan e finito prima in carcere e poi ai domiciliari nella casa popolare di Barcellona a seguito della maxi retata Wolf coordinata dai sostituti della Dda Giuseppe Verzera e Maria Pellegrino e che richiese per l’enorme mole l’impiego di ben 150 carabinieri per snidare gli spacciatori del clan che avevano infestato la zona a sud di Messina. In quella operazione ci sono le particolari immagini riprese durante le indagini dalle telecamere su scambio di droga tra acquirenti e venditori. Che sia da ricercare nello spaccio della droga il grave fatto avvenuto l’altra sera in via Gianani non è una ipotesi da escludere del tutto. LEONARDO ORLANDO – GDS