E' LA VITTORIA DI TUTTI NOI!!!! – Addio al Ponte sullo Stretto, definanziato il progetto. Nella seduta del Cipe revocati 1.624 milioni di euro assegnati nel 2009 alla realizzazione dell'infrastruttura. WWF: ORA GOVERNO RIGETTI PROGETTO PER EVITARE PENALI A CARICO DEL PAESE. LEGAMBIENTE, FINALMENTE CAMBIO PASSO RADICALE

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

Addio al Ponte sullo Stretto di Messina e avanti con piani di opere medio-piccole immediatamente cantierabili per l’ammodernamento delle scuole (556 milioni), la difesa del suolo (750 milioni), la manutenzione della rete ferroviaria (84o milioni all’ nterno del Contratto Rfi). È quanto riporta il Sole 24 Ore di oggi che ricorda come «nella seduta Cipe di ieri, che ha sbloccato interventi infrastrutturali per 6,2 miliardi, c’è un doppio cambio di filosofia rispetto ai tre anni gestiti dal ministro Tremonti. Si favoriscono da una parte interventi diffusi sul territorio piuttosto che mega opere dai tempi lunghi; e dall’altra si definiscono piani dettagliati e già concordati con il territorio allo scopo di far partire prima possibile le ruspe». «Il Cipe ha definito l’elenco dei vecchi finanziamenti Fas Infrastrutture da revocare, in attuazione dei tagli disposti dalle manovre di luglio e agosto: sforbiciate complessive per 6,3 miliardi su 11 totali, fra cui spicca la revoca dei 1.624 milioni di euro assegnati nel 2009 al Ponte sullo Stretto, e mai né impegnati né spesi. A questo punto – conclude l’articolo – l’opera, che lamentava ancora una mancanza di finanziamenti per circa 6 miliardi su 8,5 di costo totale, torna in un cassetto».

PONTE STRETTO, WWF: ORA GOVERNO RIGETTI PROGETTO PER EVITARE PENALI A CARICO DEL PAESE.
Il WWF plaude alla revoca del finanziamento di 1,6 miliardi di euro per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Come atto conseguente, il WWF attende dal Governo in Cipe che ci sia il rigetto del progetto definitivo del Ponte, “non meritevole di approvazione” (come stabilisce il contratto tra Stretto di Messina SpA e il General Contractor Eurolink) per gravi omissioni di carattere economico, finanziario e ambientale. Il WWF ricorda che il 29 luglio scorso la concessionaria pubblica Stretto di Messina SpA ha approvato il progetto definitivo del Ponte per un valore di ben 8,5 mililardi di euro (pari a mezzo punto di PIL). Ora è quindi d’obbligo un atto del Cipe che respinga il progetto definitivo per evitare che lo Stato, e quindi i cittadini, paghino penali scandalose al General Contractor. Infatti se il Cipe approvasse il progetto definitivo, si passerebbe alla fase esecutiva e all’apertura dei cantieri e quindi, secondo il contratto, lo Stato dovrebbe pagare centinaia di milioni di penali per la mancata realizzazione dell’opera.


PONTE STRETTO: LEGAMBIENTE, FINALMENTE CAMBIO PASSO RADICALE.

“Finalmente un cambio di passo radicale sul fronte delle infrastrutture, dopo anni di politica a sostegno esclusivo delle grandi opere”. Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, accoglie con soddisfazione le decisioni prese durante la seduta del Cipe in merito alla revoca dei fondi destinati al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e alle risorse sbloccate, invece, per l’edilizia abitativa e scolastica, la difesa del suolo e la manutenzione della rete ferroviaria. “Togliere i finanziamenti al Ponte – commenta Cogliati Dezza – mentre se ne sbloccano altri per la realizzazione di opere medio piccole e la manutenzione del territorio e della rete ferroviaria, che ne hanno tanto bisogno, è una decisione che risponde ai reali bisogni del Paese, in netta controtendenza rispetto alla precedente politica. Auspichiamo ora che il governo Monti proceda in questa direzione, chiudendo la società Ponte di Messina e mettendo una volta per tutte la parola fine a un progetto insensato. Ora è necessario aprire un confronto con Regioni e Comuni sulle piccole e medie opere, per ripensare gli interventi secondo obiettivi tecnico-scientifici corretti e di qualita’. Non possiamo però non sottolineare – conclude il presidente di Legambiente – che nelle misure per rilanciare l’economia è del tutto assente qualunque misura che sostenga e stimoli la green economy, l’unico ambito che oggi presenta a livello internazionale serie prospettive di risposta alla crisi economica e occupazionale”.

IL PUNTO.
Frana il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La notizia, riportata oggi dal Sole 24 Ore, è che l’opera sarebbe stata ‘definanziata’ per 1,6 miliardi da destinare a interventi minori durante la riunione del Cipe. Ma non trova conferme ufficiali. Nè nel comunicato diffuso ieri al termine della riunione si spiega cosa e se qualche voce viene definanziata fornendo piuttosto l’elenco dei nuovi interventi. Da quanto si apprende dell’argomento non si sarebbe neppure discusso ieri durante la riunione. E che comunque i soldi sarebbero ancora sul ‘capitolo’ Ponte. Il problema sarebbe un altro: data la situazione finanziaria e il cambio di passo del Governo Monti rispetto al precedente non arriverebbero le nuove risorse necessarie bloccando di fatto la realizzazione del Ponte. Il Sole 24 Ore spiegava che nella seduta Cipe di ieri, che ha sbloccato interventi infrastrutturali per 6,2 miliardi, c’è stato ‘un doppio cambio di filosofia rispetto ai tre anni gestiti dal ministro Tremonti. Si favoriscono da una parte interventi diffusi sul territorio piuttosto che mega opere dai tempi lunghi; e dall’ altra si definiscono piani dettagliati e già concordati con il territorio allo scopo di far partire prima possibile le ruspe’. Il Cipe ‘ha definito l’elenco dei vecchi finanziamenti Fas Infrastrutture da revocare, in attuazione dei tagli disposti dalle manovre di luglio e agosto: sforbiciate complessive per 6,3 miliardi su 11 totali, fra cui spicca la revoca dei 1.624 milioni di euro assegnati nel 2009 al Ponte sullo Stretto, e mai ne’ impegnati ne’ spesi. A questo punto – conclude l’articolo – l’ opera, che lamentava ancora una mancanza di finanziamenti per circa 6 miliardi su 8,5 di costo totale, torna in un cassetto’. Il Ponte dunque, fiore all’occhiello del Governo Berlusconi, salta. Si lamenta l’ex ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli: ‘registriamo ancora la sostanziale cancellazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Una decisione di chiaro segno politico contrario rispetto ai programmi del governo di centrodestra presentati ed approvati dagli elettori’. E anche il deputato catanese del Pdl, Basilio Catanoso, parla di decisione ‘da irresponsabili’. Ma molti accolgono con favore l’iniziativa: il leader degli industriali, Emma Marcegaglia, ritiene che la parte di decreto sulle infrastrutture varata ieri sia ‘interessante. Finalmente si finanziano le piccole opere, finalmente si parla di autorità dei trasporti, si tira via il Ponte sullo Stretto e quindi il nostro giudizio complessivo è positivo’. E se da Marcegaglia arriva un giudizio positivo nel Pd c’è addirittura chi esulta: ‘addio Ponte sullo Stretto? Un’ottima notizia’, afferma Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd e parlamentare calabrese. Soddisfatto anche Ermete Realacci, responsabile Green Economy del Pd e il portavoce nazionale dell’Idv, Leoluca Orlando, che insieme al capogruppo in commissione Finanze, Ignazio Messina ribadiscono: ‘il Ponte non è una priorità ma uno spreco di risorse’. Infine Legambiente: ‘finalmente un cambio di passo’.

Ponte Messina: Lombardo, ‘se confermato, ci sarà chi brinderà’.
“Pare che il Cipe abbia sottratto la copertura finanziaria necessaria per la costruzione del Ponte sullo Stretto che i siciliani vogliono mentre la si mantiene per la piu’ costosa Tav che in Val di Susa non vogliono. Se cosi’ fosse, potranno brindare, tra Scilla e Cariddi, i Caronte che impongono un “pizzo” di 250 euro agli autotrasportatori disperati e gli aggiudicatari della gara che senza muovere un dito incasseranno milioni di euro di risarcimenti!” Lo ha detto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, commentando la notizia della revoca da parte del Cipe dei finanziamenti destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto.