L'INCHIESTA RIGUARDA ANCHE L'EX CALCIATORE DEL MESSINA ALESSANDRO PARISI: Calcioscommesse, riflettori sulla serie A. Il verbale resta secretato. Possibili clamorosi sviluppi ma l'inchiesta rischia di "spezzettarsi"

21 gennaio 2012 Mondo News

ITALY SOCCER SERIE A

Bocche cucite, verbale secretato ed è la prima volta che accade da quando si è aperto il nuovo capitolo del calcioscommesse. L’inchiesta “Last bet” potrebbe avere a breve sviluppi clamorosi ma, al momento, dagli uffici della Procura di Cremona non trapela niente. «Nessuna dichiarazione», il laconico commento del pm Roberto De Martino dopo il lungo interrogatorio di Andrea Masiello, il venticinquenne difensore dell’Atalanta, che aveva chiesto di essere sentito dai magistrati per chiarire la propria posizione in merito alle accuse del “pentito” Gervasoni. L’ex giocatore del Piacenza, infatti, tra i tanti nomi fatti, ha tirato in ballo anche Masiello, in riferimento alla gara del 7 maggio 2011 tra Palermo e Bari, finita 2 a 1 per i siciliani. Il difensore atalantino all’epoca giocava nella formazione pugliese. Palermo-Bari è la gara di serie A sulla quale si stanno maggiormente concentrando le attenzioni degli inquirenti. Gervasoni lo scorso dicembre dichiarò a verbale: «So per certo di una tentata combine per Palermo-Bari, finita 2-1. Il risultato concordato era over e sconfitta del Bari con due gol di scarto: così mi ha riferito Gegic prima della gara. Era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari. Gegic mi riferì che erano stati corrotti Daniele Padelli, Simone Bentivoglio, Alessandro Parisi, Andrea Masiello, Nicola Belmonte e Marco Rossi. La combine saltò perché Miccoli, all’oscuro di tutto, sbagliò il rigore provocato apposta». Dichiarazioni che hanno portato anche la Procura di Bari ad aprire un’inchiesta sulla sospetta, ancorché non riuscita, combine ed è probabile che Masiello venga ascoltato al più presto anche dai magistrati del capoluogo pugliese. «Io sono tranquillo, perché non ho nulla da nascondere», è stato il commento del giocatore dell’Atalanta che, poi, si è limitato ad aggiungere: «L’ho chiesto io il confronto, sono venuto proprio per chiarire». Per evitargli, però, lo stress da “pressioni mediatiche” il tecnico Colantuono ha deciso di non convocarlo per la delicata sfida con l’imbattuta Juventus. Che il confronto di ieri con il pm di Cremona abbia, comunque, fatto emergere aspetti importanti, forse decisivi per il prosieguo dell’inchiesta (da giugno scorso sono ben 120 gli indagati), è un fatto assodato. La Procura probabilmente sentirà tutti i protagonisti di quella gara di fine campionato, che vedeva di fronte una squadra ormai rassegnata alla serie B (il Bari era da tempo retrocesso) e l’altra, il Palermo, senza più stimoli nel torneo, ma concentrata esclusivamente sulla semifinale di Coppa Italia (i siciliani sarebbero approdati poi in finale). Il Bari, allenato da Bortolo Mutti (che attualmente guida proprio il Palermo), passò in vantaggio dopo soli otto minuti con un gol di Bentivoglio (uno dei giocatori citati nel verbale da Gervasoni). Alla fine del primo tempo il pareggio di Fabrizio Miccoli. Dopo otto minuti della ripresa, il vantaggio palermitano con il gol di Bovo. Al ventesimo, l’occasione per andare sul 3-1: Miccoli, però, dal dischetto inventa un “cucchiaio” alla Totti, che abortisce sul nascere e la palla finisce tra le braccia di Padelli (un altro dei calciatori indicati da Gervasoni). Negli ultimi venti minuti il Bari si getta all’assalto per tentare di raggiungere il pareggio. Ma, secondo la versione di Gervasoni, l’obiettivo dei giocatori avvicinati dalla “banda degli zingari”, più che il pari, sarebbe stato il gol dell’over, la tipologia delle scommesse che indica che il numero delle reti realizzate in una partita deve essere maggiore di due o tre. Nel frattempo, rimane ai domiciliari Alessandro Zamperini, il calciatore che avvicinò il difensore del Gubbio Simone Farina, il quale denunciò il tentativo di corruzione e, per aver fatto il proprio dovere, è assurto agli onori delle cronache (e dei riconoscimenti) nazionali e internazionali, una sorta di “mosca bianca” in un panorama, quello del calcio italiano, davvero avvilente. I giudici del Tribunale della Libertà di Brescia, respingendo la richiesta di annullare l’ordinanza di custodia cautelare a carico di Zamperini, hanno riconosciuto la competenza della Procura di Cremona a indagare sull’associazione a delinquere mentre, per il tentativo di corruzione, ovvero per il reato di frode sportiva, il fatto sarebbe stato commesso a Gubbio. La Procura di Cremona valuterà caso per caso quali saranno i singoli fatti di frode sportiva che dovranno essere trasmessi ad altre Autorità giudiziarie. L’inchiesta, dunque, rischia di frantumarsi in vari “filoni” sparsi tra le Procure di tutt’Italia. Da giovedì scorso, infine, l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni è tornato in libertà, pur con l’obbligo di firma. Valerio Cristini – GDS

Il libro-inchiesta
C’è un libro che getta nuove e sconcertanti ombre sul calcio italiano e sulle sue collusioni con la criminalità organizzata. È “Gioco sporco” del giornalista Gianluca Ferraris, autore di un’inchiesta sul calcio scommesse apparsa su “Panorama”. Mentre l’inchiesta si allarga da Cremona a Napoli, Ferraris dedica al tema delle scommesse sportive un romanzo di non-fiction. Come si trucca una partita di calcio? Come si corrompe un fantino? Come si fa a instaurare su un territorio un regime di terrore, tale che chiunque azzecchi un terno al lotto sa che dovrà devolvere al boss un quinto di quella somma per «mettersi a posto»? La risposta a questi interrogativi è la storia di due clan, uno campano e uno calabrese, e della loro rapida ascesa nel business del gioco, per arrivare al pizzo imposto ai gestori dei locali pubblici, ma anche ai vincitori di Superenalotto e lotterie e, infine, all’infiltrazione nei settori legali attraverso il racket delle slot machine, delle sale bingo e dei siti di poker on line, canali ideali per il riciclaggio dei capitali illeciti, come viene denunciato da tempo, chiedendo che vengano creati nuove regole di controllo e limiti. Un romanzo che attinge ai casi di cronaca degli ultimi anni.