MILAZZO: Intimidazione a tecnico Edipower. Un uomo incappucciato ha sparato un colpo di pistola dandosi poi alla fuga

21 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Centrale Elettrica Edipower

Intimidazione nella tarda serata di giovedi ai danni di un dirigente dell’Edipower. Uno sconosciuto lo avrebbe atteso sotto casa e poi nel momento in cui questi stava rientrando nel suo appartamento, gli si sarebbe avvicinato alle spalle, esplodendo un colpo di pistola. L’arma però, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, sarebbe stata caricata a salve e quindi oltre al fragore dell’esplosione, non ha provocato danni alle vittime, se non un forte spavento. Tale circostanza è emersa dal mancato rinvenimento di bossoli nella zona. Dopo aver esploso il colpo, con la solita tecnica della intimidazione, l’uomo si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Il misterioso episodio si è verificato in via Missori, la stradina interna adiacente alla via Massimiliano Regis, a due passi dalla riviera di Ponente. In quella zona si trovano degli appartamenti che solitamente vengono affittati a trasfertisti delle industrie. In uno di questi, da qualche mese, vive A. M. 42 anni di Siracusa, dipendente della centrale Edipower di Archi, che, secondo quanto emerso, si occupa degli appalti esterni dell’azienda. L’uomo, a quanto pare, a Milazzo vive da solo. Secondo la ricostruzione operata dai carabinieri, giunti subito dopo sul posto, erano passate da poco le 22,15 quando il dirigente aziendale ha fatto ritorno a casa. Parcheggiata la macchina, con in mano un cartone contenente della pizza, si stava accingendo ad entrare nel suo appartamento quando, dall’oscurità, sarebbe spuntato un uomo, di corporatura robusta, incappucciato che gli si è posto alle spalle, ed ha esploso un colpo di pistola. Il fragore dello sparo ha spaventato A. M., che, lasciato cadere il cartone della piazza, si sarebbe rifugiato a casa. Alla scena però – come riferito dagli stessi inquirenti – avrebbe assistito un vicino di casa, che in quel momento si trovava sul balcone, e che immediatamente ha chiamato il 112. Lo stesso avrebbe visto l’uomo che aveva esploso il colpo di pistola, allontanarsi in tutta fretta. Dopo pochi minuti la zona è stata presidiata dalle auto dei carabinieri che hanno cercato innanzitutto il bossolo, non rinvenendo però alcunchè. . Ciò fa ipotizzare che l’azione dello sconosciuto sarebbe stata portata a scopo intimidatorio. Un avvertimento? O cosa? Tante le ipotesi al vaglio della locale compagnia dell’Arma che ieri mattina ha raccolto la denuncia presentata dalla vittima, la quale avrebbe anche riferito di non aver mai avuto minacce di alcun genere, anche perché si trova ad operare solo da poco tempo in questa zona. Lo stesso dirigente dell’azienda filippese non ha potuto fornire alcun contributo sul misterioso attentatore in quando non si sarebbe accorto della presenza di un individio alle sue spalle. Ovviamente la circostanza che il dipendente della Centrale si occupi di appalti esterni induce gli investigatori a dare valenza all’episodio. Più difficile insomma credere, anche se tale aspetto non è stato escluso, nell’ipotesi di una bravata. Peraltro lo stesso fatto che, come ha riferito il testimone oculare, lo sconosciuto fosse incappucciato al momento di esplodere il colpo, fuggendo subito dopo aver esploso il colpo di pistola, consiglia ulteriori accertamenti. Del resto non è la prima volta che rappresentanti delle industrie, grandi o piccole dell’hinterland milazzese, finiscono nel mirino di balordi che magari cercano a tutti i costi di ottenere appalti o anche piccole commesse, cercando di fare valere la legge della minaccia. Ne sono una dimostrazione incendi di autovettura o altri danneggiamenti che si sono registrati sino a pochi anni addietro. Giovanni Petrungaro – GDS