PRIMA AL CARCERE DI GAZZI, VENIVA POI TRASFERITO AL PAGLIARELLI DI PALERMO: Il decesso d'un detenuto di Antillo (Messina). Presentato un esposto

21 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Carcere di Santa Bona, Treviso.

Il fratello di un detenuto di Antillo, deceduto due giorni dopo il ricovero all’ospedale civico di Palermo ha presentato un esposto alla Procura di Messina perché vengano effettuate indagini per “verificare le effettive cause del decesso” e se c’è stata negligenza nelle cure. V.L.C., 34 anni, era stato arrestato il 9 luglio 2010 dai carabinieri di Antillo su ordine del gip di Messina e tradotto al carcere di Gazzi. A suo carico un’ accusa molto grave: violenza sessuale su un minore. L’uomo si è sempre dichiarato innocente e vittima di un complotto ordito da una banda di ragazzini. Un anno dopo, 8 giugno, il bracciante veniva trasferito da Gazzi al “Pagliarelli” di Palerno, il 21 il direttore comunicava al difensore di fiducia, avv. Claudio Bongiorno, che il suo assistito era stato ricoverato in Rianimazione all’ospedale civico di Palermo, con prognosi riservata. Alle ore 23 di giorno 27 l’uomo decedeva senza che trapelasse alcuna notizia sulle effettive cause della morte. A Gazzi il 31 maggio l’uomo riferiva al suo legale «che da parecchi giorni non si sentiva bene, che soffriva di tosse, perdite di sangue dalle narici, brividi di freddo, e che le sue richieste di ricevere cure appropriate erano rimaste senza esito». Il 1. giugno veniva sottoposto a visita medica e curato, ma il 7 giugno telefonata al suo avvocato dicendogli che le sue condizioni di salute erano peggiorate. Il giorno dopo V.L.C. veniva trasferito da Gazzi a Palermo. Gli interrogativi che si pongono il legale ed il fratello, esplicitati nell’ esposto, necessitano di una risposta: «Perché trasferire in maniera frettolosa VLC, che era un malato grave, da un carcere all’altro distanti 300 km? E perché le sue richieste di essere ricoverato in ospedale non sono state ascoltate?». (gi.pu.)