MESSINA – Il pm Sciglio ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per la moglie del rettore dell'Università, Carmela Grasso, e per altre 17 persone fra docenti e impiegati amministrativi: Assenteismo all'Ateneo. La Procura ribadisce 18 richieste di giudizio

26 gennaio 2012 Cronaca di Messina

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La Procura ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e diciotto gli imputati anche davanti al gup, le difese dal canto loro hanno giocato la carta delle eccezioni, per esempio quella sull’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Ma l’eccezione è stata rigettata. Ecco la prima puntata dell’udienza preliminare celebrata ieri mattina davanti al gup Antonino Genovese per l’inchiesta sull’assenteismo all’Università, che è andata avanti per l’intera mattina. Poi tutto è stato aggiornato dal giudice al 1. febbraio, per concludere il ciclo delle arringhe e la sentenza. A ribadire la richiesta di rinvio a giudizio è stato davanti al gup il sostituto procuratore Adriana Sciglio, uno dei magistrati che all’epoca seguì l’indagine della Sezione di Pg della Guardia di Finanza, riportandosi in pratica alle carte dell’inchiesta. I difensori hanno invece proposto un’eccezione che è ormai diventata “classica” in tutta questa vicenda dell’Università, e cioé l’inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche che sono agli atti di questo troncone: l’indagine sull’assenteismo è stata infatti originata dal troncone principale, quando cioé la Procura cominciò a indagare sulla facoltà di Veterinaria e mise sotto controllo una serie di telefoni e ambienti, accorgendosi poi che c’erano altri filoni d’indagine da coltivare; secondo i difensori, semplificando, le intercettazioni non potevano semplicemente essere “traslate” dal troncone principale a quella che poi s’è rivelata una nuova e autonoma indagine sull’assenteismo nel nostro ateneo. Su questo punto il gup Genovese ieri s’è ritirato un paio d’ore in camera di consiglio, poi ha rigettato l’eccezione decidendo per la piena utilizzabilità delle intercettazioni in questo procedimento. Il pm Sciglio ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per la moglie del rettore dell’Università, Carmela Grasso, e per altre 17 persone fra docenti e impiegati amministrativi, accusate a vario titolo di truffa ai danni dello Stato e abuso d’ufficio. Secondo l’accusa Carmela Grasso si sarebbe assentata spesso dall’Università, dove lavorava come impiegata di categoria C, e altre persone le avrebbero timbravano il badge in modo che risultasse in servizio. Avrebbe anche presentato autocertificazioni, usufruendo di permessi di servizio ingiustificati. La richiesta di rinvio a giudizio ha riguardato anche Carmelo Trommino, Giuseppe Cardile, Angela Tortora, Concetta Epasto, Francesco Gatto, Armando Curatola, Annamaria Murdaca, Giuseppa Casapollo, Giuseppe Rando, Velleda Bolognari, Attilio Aldo Epasto, Giovanna Ursino, Letterio Smeriglio, Giuseppe D’Attila, Elvira Lussana, Oria Tallone e Gianni Petino. NUCCIO ANSELMO – GDS