MESSINA: Nuovi veleni sui vertici ATM. Gioveni (3. Quartiere): «Si faccia chiarezza». Il dg Conte: «Solo fango»

26 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Non c’è pace in casa Atm. La vicenda generale di un’azienda allo sfascio è ormai ben nota e la sua complessità è fin troppo vasta. Della condanna di ben 49 tra dipendenti e sindacalisti per interruzione di pubblico servizio abbiamo già scritto e riferiamo a parte le relative reazioni. La nuova “bomba” riguarda un volantino anonimo che da qualche giorno circola nei corridoi dell’azienda e che contiene informazioni molto dettagliate su provvedimenti assunti in questi anni e che giustificherebbero, secondo chi ha scritto il volantino, un aggettivo pesantissimo ribadito più volte: mafiosa. Così viene definita la gestione del personale e di fare mafioso si parla in tutti i passaggi del volantino. «Fare mafioso, per quanto mi riguarda, è far circolare un volantino che per il 70 per cento contiene informazioni senza alcun riscontro», è la replica dura del direttore generale dell’Atm Claudio Conte, finito nelle scorse settimane nel calderone dell’inchiesta che ha investito i vertici dell’azienda. Nel volantino si prende di mira la gestione del personale dell’Atm, a partire dal fatto che viene percepito, di fatto, uno stipendio ogni tre mesi. Quindi vengono fatti alcuni esempi: il distacco, voluto con delibera commissariale, di un’autista donna negli uffici amministrativi; la chiusura di contenziosi per mansioni superiori «solo ai compari di merenda»; la nomina di pensionati come esperti con costi esosi per l’azienda; la sostituzione di un parametro 250 con un contrattista quinquennale assegnandogli la carica di responsabile alla sicurezza, tolta a sua volta dal direttore generale; il «regalare» una promozione con delibera commissariale a un autista con dieci anni di anzianità e dargli la mansione di coordinatore alla mobilità; il distacco di alcuni autisti ad altre mansioni; la spesa di circa 100 mila euro per dare mandato a un’azienda di Milano di sviluppare il fabbisogno organico e il relativo regolamento delle progressioni di carriera «mai attuate»; il distacco di autisti del tram per svolgere mansioni superiori con relativa differenza paga; il distacco di ben 5 autisti per svolgere mansioni di dirigente quando basterebbe un concorso interno; la gestione di turni di lavoro, cambi turni, cambi di riposi settimanali, festività. Nel mirino anche il sindacato, «complice di tutte le malefatte di chi gestisce e continua a gestire l’azienda». Accuse gravissime che, secondo il consigliere Udc della terza Circoscrizione Libero Gioveni – che ha di fatto reso pubblico il volantino –, richiederebbero «l’avvio urgente di un’indagine interna che riesca a fare chiarezza e che soprattutto accerti eventuali responsabilità». Dura anche la reazione del dg dell’Atm Conte: «Solo alcune di queste notizie sono vere, ma hanno tutte delle motivazioni. Sulle delibere commissariali non ho contezza. Le transazioni di contenziosi sono state pochissime, si contano, in dieci anni, sulle dita di una sola mano. Incarichi a pensionati? Un anno fa fu dato al vecchio capo dell’ufficio ragioneria, ma solo per un paio di mesi e per un passaggio di consegne. L’assegnazione di un contrattista alla carica di responsabile alla sicurezza è stata temporanea, per sole tre settimane». E ancora: «Non ho mai distaccato autisti, con la fame di personale di questo tipo che abbiamo non avrebbe senso. Sui cinque autisti chiamati a svolgere mansioni di dirigente: è vero, ma siamo stati costretti a farlo coi più anziani perché purtroppo, senza concorsi, dovevamo tamponare delle falle e questo era l’unico modo per farlo. I cambi turni? Vengono chiesti dal personale, come in qualsiasi azienda, e se vengono concessi e per venire loro incontro. Insomma, spesso certi provvedimenti vengono considerati “premi”, quando invece sono l’esatto contrario. Viene dato credito a un volantino, ancora fango… Non capisco, ma mi adeguo». Intanto il commissario dell’Atm Santi Alligo ha chiesto a Conte una relazione su alcuni recenti ordini di servizio. Serve chiarezza, all’Atm. E invece emergono sempre e solo veleni. Sebastiano Caspanello – GDS