MESSINA: La villa di Michelangelo Alfano ospiterà una colonia estiva. Una palazzina confiscata al "boss" Santo Sfameni verrà adesso riutilizzata come "Casa famiglia"

27 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Una villa di 230 metri quadrati con piscina, un’intera palazzina, due appartamenti con vista sul mare, alcune case in centro città. Sino a qualche anno fa erano beni della mafia. Boss e affiliati li avevano acquisiti probabilmente con i proventi di attività criminose e in alcuni casi li abitavano, come il boss Michelangelo Alfano a Rodia. Tra qualche mese ospiteranno una colonia per bambini, una casa famiglia e la sede di un’associazione antiracket o antiusura. La linea è stata tracciata dal vicesindaco Franco Mondello che dall’inizio del mandato di questa Amministrazione si è battuto per questa causa, attivandosi in più di un’occasione – di concerto con l’Agenzia del Demanio, direzione Beni confiscati alla criminalità organizzata – per il recupero di numerosi immobili. E lo sforzo di Mondello ha prodotto risultati concreti dal momento che nell’ultimo anno e mezzo sono stati ben otto gli immobili – in passato sequestrati e confiscati – restituiti a Palazzo Zanca. Beni che adesso l’amministrazione comunale gestirà in proprio o metterà a disposizione di associazioni o cooperative per finalità istituzionali o sociali, nel rispetto peraltro dal regolamento comunale approvato dal Consiglio nell’ottobre del 2010, sempre su proposta di Mondello. E così da questa mattina sarà in pubblicazione l’atto con cui si avvia il procedimento in concessione dell’appartamento di via Roosvelt, confiscato a Letterio Sollima. Che secondo l’indirizzo voluto da Palazzo Zanca dovrà essere affidato per sette anni ad associazioni che svolgono attività e progetti che promuovono «la cultura della legalità e dei principi della Costituzione, in opposizione al fenomeno delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, al racket, al pizzo e alle estorsioni». In passato altri beni erano stati destinati alla sede di Telefono amico, ad una sede dei Vigili urbani, al Comando dei Carabinieri e al Centro servizi del III Quartiere, ma adesso l’operazione “legalità” sta entrando nel vivo. L’amministrazione comunale, infatti, la prossima settimana avvierà il procedimento per la concessione dei tre appartamenti di contrada Campanella a Ortoliuzzo confiscati al “boss” di Villafranca, Santo Sfameni, scomparso recentemente, che verranno destinati a ospitare una Casa famiglia. Sarà un centro destinato all’accoglienza di soggetti disagiati, donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento. Ancora più ambizioso il progetto sulla villa di Michelangelo Alfano. Tra le ipotesi al vaglio dell’Amministrazione la più accreditata è quella che prevede la destinazione dei 230 metri quadrati di Rodia a colonia estiva per i figli minori (di età tra i 6 e gli 11 anni) dei detenuti. Si tratterebbe di un’iniziativa fortemente simbolica poiché renderebbe fruibile a soggetti in condizione di forte disagio sociale una struttura estiva completa di servizi accessori. All’iniziativa ricreativa si potrebbero affiancare azioni di formazione legate alla sicurezza, alla legalità ed all’educazione civica prevedendo le devianze minorili e sviluppando un senso di appartenenza alle Istituzioni che difficilmente i minori si vedrebbero indotto dalle famiglie. Una scommessa che adesso tutti vogliono vincere. MAURO CUCE’ – GDS


Mondello: «Possiamo essere orgogliosi per il lavoro fatto»

«Non è stato affatto semplice, ma stiamo superando tutti gli ostacoli e ormai ci siamo quasi. È un momento importante, credo che questa Amministrazione possa essere davvero orgogliosa per quello che si sta realizzando in questo campo». Il vicesindaco e assessore al Patrimonio, Franco Mondello, ha appena firmato gli ultimi documenti. Da questa mattina, se non ci saranno contrattempi, sarà in pubblicazione il provvedimento che prevede la concessione in uso di un appartamento di via Roosvelt confiscato a Sollima, che presto verrà dato ad un’associazione che si occupa di racket o di usura. «È la finalità che abbiamo deciso – conferma Mondello – da oggi pubblicheremo il bando e a quel punto aspettiamo il progetto migliorativo da parte delle associazioni. A quel punto la commissione deciderà a chi assegnarla e quindi passeremo alla consegna per sette anni. Vogliamo far sentire forte il sostegno dell’Amministrazione a chi si occupa di usura e racket e al contempo vogliamo favorire percorsi che portino gli imprenditori a denunciare i loro aguzzini. E la prossima settimana pubblicheremo quello che riguarda le abitazioni di Sfameni ad Acqualadrone che ospiteranno una Casa famiglia. Peraltro, questi alloggi dopo la consegna a Palazzo Zanca erano stati occupati abusivamente da alcune persone. Due settimane fa i vigili urbani hanno effettuato lo sgombero e adesso sono di nuovo a disposizione dell’Amministrazione».(m.c.)