BARCELLONA P. G.: Due società fantasma sfornavano fatture false. La sede nello studio di un commercialista. Sedici denunciati tra professionisti e imprenditori

28 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Intrecci e grovigli tra professionisti e falsi imprenditori sarebbero alla base di un vorticoso e perverso giro di fatture false emesse da due ditte artigiane “fantasma”. Il tutto serviva a frodare il fisco, abbassando con costi in realtà inesistenti gli imponibili su cui tanti professionisti e titolari di aziende finivano col pagare all’erario meno imposte del dovuto. Sono in tutto 16 le persone denunciate all’Autorità giudiziaria, tra esse due avvocati, liberi professionisti e gestori di ditte artigiane, dall’edilizia al movimento terra, tutte consociate per pagare meno imposte grazie all’utilizzo di fatture false per dimostrare in realtà “costi inesistenti”. Le accuse nei confronti dei 16 denunciati sono gravi: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, truffa e falsità ideologica. Tutto ha avuto inizio tre anni fa con un sequestro di ben nove computer all’interno dello studio di consulenza aziendale un noto ragioniere commercialista di Barcellona Pozzo di Gotto, Carmelo Calderone, già coinvolto in altri procedimenti penali e per i quali ha già collezionato qualche condanna, divenuto in ultimo collaboratore di una rubrica fiscale per conto di un gruppo editoriale nazionale. Da quel sequestro, effettuato dagli investigatori della Tenenza della Guardia di Finanza di Barcellona Pozzo di Gotto, di cui all’epoca era comandante il capitano Pasquale Danese, furono scoperte «due imprese “fantasma”, il cui depositario delle scritture contabili è risultato essere – come spiegato in un comunicato stampa diffuso dal Comando provinciale della Gdf – uno studio commerciale con sede nella Città del Longano». Nelle studio gestito dal commercialista avevano sede le due ditte, una srl denominata “Tirrenia infissi” e una ditta individuale intestata come ditta “Coppolino” dalle quali sarebbero state emesse le fatture che «hanno permesso ad altri – come spiegato dagli investigatori – di “risparmiare” quasi tre milioni e mezzo di euro». Queste imprese, esistenti solo sotto il profilo formale e titolari di partita iva, in quanto non svolgenti alcuna attività commerciale, si limitavano – si legge nel comunicato del Comando provinciale della Gdf – a rilasciare a terzi fatture per forniture di beni o prestazioni di servizi in realtà da queste mai eseguite o avvenute, mancando la struttura operativa idonea a produrli, ponendo in atto un’attività diretta a frodare il fisco». Le attività di polizia giudiziaria, condotte dalla Finanza «sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale a quella sede – si legge nel comunicato – permettevano di scoprire due vere e proprie cartiere (la s.r.l. e una ditta individuale) dedite all’emissione delle fatture per operazioni inesistenti: l’articolato sistema evasivo – è spiegato dai Finanzieri – ha consentito ai soggetti utilizzatori della documentazione fittizia l’evasione di ingenti somme relative alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. In particolare i militari delle Fiamme Gialle hanno accertato che «la società a responsabilitàlimitata avente ad oggetto l’attività di fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici, e la ditta individuale, avente ad oggetto l’attività di tinteggiatura e posa in opera di vetrate, entrambe con dichiarata sede in Barcellona Pozzo di Gotto, hanno emesso, dal 2005 al 2009 compreso, fatture fittizie che hanno consentito a imprese e professionisti, soprattutto locali, la deduzione di costi e la detrazione di iva per quasi 3,5 milioni di euro». Le indagini hanno anche permesso di accertare che gli amministratori della società fittizia indicata come “cartiera” avevano organizzato un articolato sistema di frode ai danni dello Stato, «al fine di far ottenere, attraverso fittizie assunzioni di personale dipendente, anche indebite indennità di disoccupazione a dieci soggetti». Adesso si attendono le determinazioni dei magistrati, mentre invece i militari della Guardia di finanza di Barcellona, al comando del tenente Felice Stringile stanno proseguendo nelle attività di verifica con «la formalizzazione dei rilievi di carattere fiscale ed amministrativo». Leonardo Orlando – GDS