TAORMINA: I difensori di Agatino Giammona chiedono la revisione del processo. L'imprenditore sta scontando 4 anni e 8 mesi

28 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Torna in primo piano il caso dell’imprenditore taorminese Agatino Giammona, detenuto in carcere dal giugno 2011 con l’accusa di violenza sessuale. I legali dell’uomo, condannato a scontare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione, hanno depositato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria la richiesta di revisione del processo, sulla base di nuove prove che, unitamente ad altre già esaminate, dimostrerebbero l’estraneità di Giammona alla vicenda per la quale è stato ritenuto colpevole in tre gradi di giudizio. L’imprenditore, attualmente detenuto nella Casa Circondariale di Augusta, secondo l’accusa, avrebbe abusato nel marzo 1999 di una donna, dipendente di una struttura ricettiva taorminese. Il fatto sarebbe avvenuto nel box-ufficio dell’uomo, allora sito presso il Terminal Bus. Già nell’interrogatorio di aprile 1999, e quindi nell’immediatezza del fatto – affermano i legali di Giamona, l’avv. Armando Veneto del foro di Palmi e l’avv. Rosario Pennisi, del foro di Catania – Giammona fece riferimento a due persone che quella sera assistettero a 20 metri di distanza all’incontro tra lui e la ragazza nel piazzale antistante il box. I due hanno ò dichiarato che Giammona non entrò quella sera nel box ufficio, dove si sarebbe consumata la violenza. Anche la moglie, in dibattimento, dichiarò che Giammona non era neppure in possesso delle chiavi del box. Sempre secondo quanto sottolineato dai legali di Giammona, «durante il processo era emerso che la ragazza aveva già presentato molteplici denunce contro diversi soggetti ancora prima della denuncia contro Giammona». Gli avvocati Veneto e Pennisi ritengono sia stato determinante il fatto che «a suo tempo non venne disposta l’ispezione fisica di Giammona in merito al morso che la ragazza gli avrebbe dato e così è andata persa l’unica prova oggettiva». Emanuele Cammaroto – GDS