L'OMICIDIO DI EUFEMIA BIVIANO: Nuove prove a carico di Roberto Cannistrà vanno a sommarsi a quelle già cristallizzate dalla Procura di Barcellona

30 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Un altro punto a favore dell’accusa. L’ennesimo, fondamentale indizio secondo cui la mano che ha ucciso la pensionata di Lipari, Eufemia Biviano, in seguito a una rapina, sarebbe quella del trentaseienne Roberto Cannistrà. Lo hanno scoperto gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche di Messina, che due giorni dopo il delitto, consumato il 26 dicembre scorso, hanno repertato diversi oggetti. Su entrambe le scarpe di colore nero indossate dal presunto omicida la sera della vigilia di Natale trovate piccole tracce di sangue appartenenti alla donna. Prova che inchioderebbe il manovale fermato il 3 gennaio scorso. «Dagli accertamenti irripetibili è emersa la presenza di microtracce di sostanza ematica riconducibili alla vittima. Il sangue era su tutte e due le calzature, con netta predominanza su quella sinistra. Grazie all’analisi del Dna è stato possibile estrapolare il profilo genetico femminile esattamente uguale a quello di Eufemia Biviano», ha spiegato Carlo Romano, capitano della sezione Biologia del Ris, durante la conferenza stampa di ieri al Comando “Culqualber” di Messina. «Ciò conferma la dinamica dei fatti. Cannistrà avrebbe accoltellato la donna e nel tentativo di adagiarla sul pavimento il sangue è andato a finire sulle calzature», ha sottolineato il colonnello Claudio Domizi, comandante provinciale dei carabinieri. I colleghi del Ris hanno continuato a passare sotto la lente i reperti sequestrati all’indagato. Tra cui giubbotti, pantaloni e le scarpe nere appunto. Sulle quali c’erano minuscole tracce ematiche del diametro di 2 millimetri appena, quindi non visibili a occhio nudo. «Abbiamo riscontrato cosiddette tracce di gocciolamen verticale rispetto al substrato in caduta da media altezza», ha aggiunto con dovizia di particolari tecnici Romano. Le calzature erano state sequestrate nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dai militari di Lipari il giorno del fermo disposto dal sostituto procuratore di Barcellona Francesco Massara. Posizionata, quindi, un’ulteriore tessera nel mosaico investigativo dell’omicidio Biviano, che vede, finora, come unico indiziato proprio Cannistrà, tuttora ristretto nel carcere messinese di Gazzi. Sabato mattina, al trentaseienne è stata notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare con cui i magistrati Massara e Mirko Piloni contestano la rapina di gioielli, oltre all’omicidio volontario aggravato (reato addebitato nel primo provvedimento). L’indagato, inoltre, giovedì prossimo dovrà comparire per la prima volta davanti ai giudici del Tribunale del riesame di Messina. Il fatto di sangue che ha sconvolto la comunità liparota è stato commesso il 26 dicembre scorso, in località Quattropani. Cannistrà, dopo aver rubato alcuni preziosi dall’abitazione di Eufemia Biviano, l’avrebbe sgozzata con alcuni fendenti in garage, poi chiuso per ritardare il ritrovamento del cadavere. Due giorni dopo, l’ispezione degli uomini del Ris ha consentito di rilevare tracce biologiche col “Luminol” sull’asciugamano del bagno e sul lavabo. Le successive attività scientifiche hanno permesso di stabilire che si riferivano a sangue della vittima e di un uomo. Decisivo, poi, il ritrovamento dei preziosi trafugati che l’assassino ha cercato di rivendere in un negozio “Compro oro” della città dello Stretto, situato in via Garibaldi. RICCARDO D’ANDREA – GDS