MESSINA: Authority, oggi il commissario. Tra i papabili l'amm. De Michele, direttore marittimo Sicilia orientale

31 gennaio 2012 Cronaca di Messina

Non c’è più tempo per le chiacchiere, per le ipotesi di una politica che non è riuscita a trovare quell’unanimità che sarebbe servita a rendere più forti le aspirazioni del territorio. Ci hanno provato, sul rush finale, i nostri enti locali, a indicare una terna unica (di nomi) per la carica di presidente dell’Autorità portuale. In cui, prescrive la legge, l’intesa Stato-Regione deve cementarsi su personalità di indubbia competenza, tanto più se esse sono indicate insieme dai vari “attori”. Ma, alla fine, scaduto il quadriennio affidato al prof. Dario Lo Bosco, raggiunta l’unità solo su 4 dei 6 protagonisti locali chiamati a giocare un ruolo – terna unica per Comune di Messina, Provincia, Camera di Commercio e Comune di S. Filippo; scelte autonome per le Amministrazioni di Milazzo e Pace del Mela – sembra la cronaca di un commissariamento annunciato. Possono arrivare i migliori “commissari” del mondo, l’intesa locale maturerà magari tra qualche mese o mai, certo è che il territorio composto sulla mappa dai due porti integrati (Messina -Tremestieri e Milazzo – Giammoro), una straordinaria peculiarità tutta ancora da valorizzare nel panorama delle 18 Authorities italiane, rimane politicamente debole. Oggi, verosimilmente, si conoscerà il nome del commissario straordinario, a termine, che probabilmente il Governo tecnico presieduto dal prof. Monti, vorrà individuare ai massimi livelli della professionalità. Si ricordano in tal senso le nomine del 2002, dopo l’interruzione traumatica della gestione Vermiglio-Barresi: quella come commissario dell’allora direttore marittimo della Sicilia Orientale, l’amm. Giuseppe Venuti e, quale commissario aggiunto, dell’allora comandante della Capitaneria Carmelo Maccarrone. Durarono ben 13 mesi prima dell’inizio della gestione affidata alla presidenza di Enzo Garofalo e alla segreteria generale di Mario Chiofalo. Molto meno, successivamente, solo 3 mesi, durò nel 2007, la gestione commissariale affidata all’alto dirigente ministeriale Silvio Di Virgilio affiancato dalla commissaria aggiunta Albertina Vettraino. Cosa succederà adesso? E chi sarà il prescelto? Circolano e si rincorrono varie voci e sembra esserci una certezza: non vi sarà quel traghettamento commissariale, ventilato da alcuni, in capo allo stesso presidente uscente Dario Lo Bosco, manager già impegnatissimo dalla sua riconfermata presidenza del Consiglio d’amministrazione di Rete Ferroviaria Italiana. Tra le voci più accreditate c’è quella di un incarico di commissario straordinario all’ammiraglio Domenico De Michele, 61 anni, messinese, alle spalle un curriculum tra i migliori nel Corpo delle Capitanerie, attuale direttore marittimo della Sicilia Orientale e comandante del porto di Catania, già direttore marittimo della Sardegna, e come si ricorderà già comandante delle Capitanerie di Messina e Milazzo. A far propendere per questa soluzione istituzionale, ci sarebbe anche il fatto che, nonostante l’input dato dal ministro Passera per trovare l’unità quanto meno su una terna unica, l’auspicabile convergenza è mancata. Va anche detto, a onore del vero, che il sindaco Giuseppe Buzzanca, il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, della Camera di Commercio, Nino Messina ed il sindaco di San Filippo Giuseppe Cocuzza hanno dovuto registrare perfino la mancata presentazione al vertice all’uopo convocato, a Palazzo dei leoni, come estremo tentativo di composizione. I nomi, alla fine, se non proprio cinque (visto che il designato Fortunato Romano si è nel frattempo reinsediato all’Ars) sono rimasti quattro: l’ex sindaco ed ex presidente della Provincia Salvatore Leonardi, l’attuale comandante dell’Autorità marittima della Navigazione dello Stretto, Nino Samiani, l’attuale comandante della Polizia municipale, Calogero Ferlisi, e quello proposto dal sindaco milazzese Pino e aggiunto dal sindaco pacese Sciotto dell’ammiraglio, già direttore marittimo di Reggio Calabria, Tommaso Santapaola. Non più tardi di oggi, dunque, conosceremo la verità. La nomina del prof. Dario Lo Bosco a presidente dell’Authority di Messina-Milazzo fu decisa con decreto dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il 17 dicembre del 2007, e notificata allo stesso il giorno seguente. Da noi ascoltato nella tarda serata di ieri, Lo Bosco si accomiata da Messina con qualcosa in più dell’abituale garbo diplomatico: «Non solo Messina resta un pezzo importante del mio percorso, ma continueremo a sentirci, anche con costanza, viste le importanti intese con gli enti locali per la riconversione delle aree ferroviarie dismesse cui si lega la valorizzazione del watefront». Ma tornando al porto, anzi ai porti gestiti dall’Authority, il periodo è caldissimo. Basti pensare, per citarne una, che stamani a Roma, davanti al Consiglio di Stato, si celebra l’udienza d’appello promossa contro l’ aggiudicazione alla Sigenco (da parte dell’Ufficio commissariale) da una delle imprese partecipanti alla gara da 80 milioni per la progettazione finale e costruzione del porto di Tremestieri. Se, dopo il verdetto cautelare del Tar Lazio, anche questo sarà di rigetto dell’istanza di sospensiva, il sindaco Buzzanca e l’ingegnere Francesco Di Sarcina, responsabile del procedimento e direttore tecnico dell’Autorità portuale, firmeranno il contratto. Speriamo bene. ALESSANDRO TUMINO – GDS