Nomina di un primario a Reggio Calabria, indagini chiuse. Indagati Sarra, Chiaravalloti, Zavettieri, Luzzo e il medico Cipri

31 gennaio 2012 Mondo News

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha emesso l’avviso di conclusione indagini nei confronti di Alberto Sarra, ex assessore regionale nella giunta di centrodestra guidata da Giuseppe Chiaravalloti e attuale sottosegretario alla presidenza della Regione, di un medico dell’ospedale di Reggio Calabria, Saverio Cipri, dello stesso Chiaravalloti e degli ex assessori regionali Saverio Zavettieri e Gianfranco Luzzo. I cinque sono indagati in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sulla nomina del primario del reparto di Neurochirurgia di Reggio Calabria. Nei mesi scorsi a Sarra è stato notificato un avviso a comparire emesso dal pm Gerardo Dominijanni, titolare dell’inchiesta. L’interrogatorio previsto in un primo tempo il 17 novembre dello scorso anno, era slittato al 22 novembre perché il difensore di Sarra era impegnato. Poi l’interrogatorio avvenne regolarmente. Secondo l’accusa Sarra, nel febbraio del 2005, avrebbe minacciato l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio, Renato Carullo, per costringerlo a nominare Cipri primario del reparto di Neurochirurgia. Chiaravalloti, Zavettieri e Luzzo, inoltre, sono indagati per tentata concussione perché avrebbero minacciato Carullo di revocargli l’incarico di direttore generale in quanto si era opposto alla nomina di Cipri attraverso la sospensione di un concorso vinto da un altro medico. Sarra, sull’argomento, aveva dichiarato nei mesi scorsi all’Ansa che «è un fatto risalente nel tempo che per quanto mi riguarda, al di là della prescrizione che non m’interessa, è destituito da ogni fondamento»; fra l’altro i rapporti con Carullo sarebbero sempre stati «improntati all’amicizia». Ora gli indagati hanno un periodo di tempo dedicato all’espletamento di ogni attività difensiva ritenuta utile, prima che la Procura proceda oltre; si tratta dei canonici 20 giorni che la legge mette a disposizione degli indagati per chiudere di essere interrogati o per presentare memorie o i risultati di eventuali indagini difensive, trascorsi i quali gli uffici requirenti potranno avanzare le loro istanze al giudice per le udienze preliminari.(g.m.)