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MESSINA, L’INCHIESTA: Archivio, sequestro di atti al Palacultura. I carabinieri della Pg hanno acquisito una buona parte della documentazione amministrativa

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L’inchiesta sull’omicidio dei libri dimenticati, vale a dire il mancato trasferimento nei tempi dell’Archivio storico e della Biblioteca comunale al Palacultura, con il conseguente abbandono e danneggiamento, comincia a prendere meglio forma. Ieri mattina i carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria della Procura hanno fatto un primo accesso al Palacultura “Antonello” per acquisire in copia un po’ di documentazione amministrativa. Sono rimasti negli uffici del dipartimento Cultura, al 5. piano del plesso, per oltre un’ora, ed hanno iniziato a ricostruire questa incredibile e vergognosa vicenda. Poi sono andati anche al Museo Regionale perché, a quanto pare, su tutta questa storia c’è anche un carteggio precedente Comune-Museo per la conservazione e l’inventario dei volumi e dei beni. È questa una vicenda su cui, dopo l’esposto-denuncia del pacifista Renato Accorinti e i tanti articoli di stampa, il procuratore aggiunto Ada Merrino ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, ipotizzando come reato la distruzione di beni di pregio storico-artistico prevista da una legge del 2004, cioé il “Codice dei beni culturali”, che si lega all’art. 733 del codice penale, il “Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale”. E forse già questa mattina gli uomini del colonnello Antonio Mazzeo incontreranno nel suo ufficio il procuratore aggiunto Ada Merrino, per riferirle di questi primi passi dell’inchiesta. Nei giorni scorsi gli investigatori della Pg hanno sentito come “persona informata sui fatti” l’ex assessore comunale alla Cultura e parlamentare regionale dell’Udc Giovanni Ardizzone, e l’attuale dirigente del dipartimento Cultura di Palazzo Zanca, Salvatore De Francesco, il funzionario che sta curando in queste settimane l’ultima fase del trasferimento di tutto il materiale dagli scantinati della scuola “E. Drago” al Palacultura. E per la verità De Francesco ci sta “dando dentro”, come si dice in questi casi, visto che il trasferimento dei volumi della Biblioteca a quanto pare è completato, e non manca nemmeno molto per chiudere il cerchio anche con tutto il materiale dell’Archivio storico comunale (le foto che pubblichiamo si riferiscono proprio alla situazione di ieri mattina per quanto riguarda la Biblioteca comunale). Detto questo, c’è però un passato d’incuria e d’abbandono da ricostruire, e a questo ci penserà l’inchiesta in corso, se è vero che in pratica dal giugno del 2010 tutto quello che era stato programmato per il trasferimento dei volumi al Palcultura dal sottoscala della scuola media “E. Drago” di via Catania, pare si sia bloccato, o quanto meno “fortemente ridotto”. Nei prossimi giorni con molta probabilità ci saranno altre “missioni” dei carabinieri della Pg, così come saranno sentiti, sempre nella veste di “persona informata sui fatti”, i precedenti dirigenti del dipartimento Cultura comunale, i funzionari Giacomo Leotta e Antonino Cama, e anche i responsabili che si sono susseguiti nel tempo sia dell’Archivio storico comunale sia della Biblioteca comunale. NUCCIO ANSELMO – GDS

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