MESSINA, IL PROCESSO 'ORO GRIGIO': La storia della concessione edilizia e le "manovre" in consiglio comunale

1 marzo 2012 Cronaca di Messina

È stata la testimonianza dell’ex presidente del consiglio comunale Filippo Livio il piatto forte dell’udienza di ieri al processo “Oro grigio”, che si sta celebrando davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale presieduta da Attilio Faranda. La “Oro grigio” è una delle più importanti inchieste degli ultimi anni su speculazioni edilizie e “mazzette”, con al centro la costruzione del complesso “Green park” sul torrente Trapani. Ieri mattina l’ex presidente Livio e gli altri testi sentiti, rispondendo alle domande del pm Angelo Cavallo e dei difensori, soprattutto degli avvocati Enrico Ricevuto, Giovambattista Freni e Aurora Notarianni, hanno tra l’altro ricostruito i passaggi amministrativi a Palazzo Zanca che portarono all’affare “Green Park”, alcuni di loro per la verità tra molti “non so” e “non ricordo”. Oltre a Livio sono stati sentiti l’architetto Salvatore Parlato, cioé il funzionario comunale che materialmente firmò la concessione per la “colata di cemento” sul torrente Trapani, l’avvocato Salvatore Vernaci, che fu esperto del commissario straordinario Gaspare Sinatra e ha una vasta conoscenza sui piani regolatori, quindi l’ex direttore di una filiale delle Poste. Proprio quest’ultimo, rispondendo alle domande dell’avvocato Ricevuto, ha confermato indirettamente che uno degli imputati, l’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, nel 2003 non versava in condizioni economiche floride, perché richiese ed ottenne come correntista di Bancoposta al suo ufficio un prestito di 15.000 euro, che gli venne accordato perché all’epoca fornì tutte le garanzie. Nella sua abbastanza breve, e ricca di “non ricordo”, deposizione, l’ex presidente del consiglio comunale Filippo Livio ha ricostruito la vicenda («… i pareri tecnici hanno significato, ma ci sono scelte politiche da fare»): a quanto pare la scelta del torrente Trapani venne dopo che il Cru aveva detto no ad altre aree scelte in precedenza, anche per coniugare edilizia popolare ed edilizia residenziale, per esempio Galati S. Anna o Bordonaro-Sivirga. Ma il passaggio-chiave della sua deposizione è stato probabilmente un altro: quando l’avvocato Notarianni gli ha citato un provvedimento preciso, il n. 45/c dell’8 agosto 2000, che come ha spiegato il legale era stato definito «non accoglibile» dagli uffici tecnici comunali, e gli ha chiesto se si ricordava che nel corso del suo intervento in consiglio comunale proprio Bonanno avrebbe invece affermato che aveva il parere positivo degli uffici tecnici, Livio ha detto di non poter ricordare nulla («… per me è solo un numero»), anche perché si trattò di vagliare tra 700/800 casi. Si riprende il 28 marzo e il Tribunale su richiesta degli avvocati Alberto Gullino e Isabella Barone, che difendono un altro degli imputati, l’avvocato Pucci Fortino, ha ricitato il dipendente dell’Università Antonio Gierotto, che era già stato sentito all’udienza scorsa (il pm Cavallo s’è opposto). Questo per consentire ai due legali, assenti la volta precedenti, di poterlo controinterrogare. (n.a.) – GDS