PATTI (MESSINA): Ricettazione di titoli bancari, assolto l'agente assicurativo Mario Marziano

1 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il giudice monocratico del Tribunale di Patti, Maria Pia Lazzara, ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, l’agente assicurativo Mario Marziano, 62 anni, accusato ricettazione di titoli bancari e di documenti personali che appartenevano ad un noto medico di Patti. La vicenda che ha visto coinvolto l’assicuratore risale al 15 settembre del 2009, quando l’uomo fu arrestato con la grave accusa di estorsione nei confronti di una donna con la quale a quanto pare in precedenza avrebbe intrattenuto una relazione, fatti per i quali è pendente un procedimento parallelo. In quella occasione gli inquirenti effettuarono una perquisizione, oltre che nell’abitazione dell’assicuratore, anche sulla vettura di cui l’uomo ne aveva piena disponibilità. Sull’auto furono ritrovati titoli bancari, tre carnet di assegni di tre banche diverse, oggetti come telepass e tessere personali tra le quali quella di un club dei Lions e documenti di diverso tipo che appartenevano tutti ad un medico di Patti che ne aveva denunciato il furto. Scattò allora per Mario Marziano anche la seconda accusa di estorsione con l’aggravante della recidiva, reato per il quale ieri il pubblico ministero d’udienza Rosa Aliberti aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione e al pagamento di una multa di 6 mila euro. L’assoluzione invece è stata chiesta e ottenuta dai difensori avv. Tommaso Calderone e Sebastiano Campanella, che negli interventi in aula hanno dimostrato che l’auto non apparteneva a Mario Marziano, evidenziando inoltre che gli inquirenti non avevano svolto un accertamento specifico sul titolo di proprietà dell’auto che sarebbe stata attribuita genericamente all’imputato. Mancando la prova della disponibilità della vettura in capo a Mario Marziano non si è concretizzata la prova di colpevolezza dell’imputato, tanto che il giudice ha deciso l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto”. Resta il mistero su chi aveva rubato i titoli bancari e gli oggetti e la documentazione personale che appartenevano al medico e ritrovati nell’auto di cui non si conosce il proprietario. Almeno nelle carte del processo. (l.o.) – GDS