MESSINA, LA REPLICA DELL'ASSESSORE AL WWF: «Il piano Mortelle-Tono rispetta l'ambiente». Scoglio: solo 3 alberghi riconvertibili per universitari e anziani, nessuna casa privata. Più un porticciolo

2 marzo 2012 Cronaca di Messina

Si accende il fronte delle posizioni e delle contrapposizioni sul programma di opere “Mortelle Tono”, obiettivo ormai storico del Comune, risalente al “Prusst 2000”. Si tratta della variante al Prg «per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile nel settore del turismo recettivo, nell’area compresa tra Tono e Mortelle». Per molti osservatori, a partire ovviamente dall’assessore allo Sviluppo Gianfranco Scoglio che ne fu il promotore durante l’Amministrazione Leonardi 1998-2003, la realizzazione di alcuni alberghi con altrettanti lidi e di una promenade pedonale e ciclabile rappresenta l’unico modo per rendere non solo accessibile ma anche turistica la meravigliosa costa di Mortelle, Casabianca, Timpazzi e Guarnacci. Un litorale che da almeno quarant’anni è tristemente chiuso da ogni tipo di recinzione, non privo di presenze ed espansioni abusive e corredato da due soli accessi alla spiaggia, in cui se si parcheggia… non si circola. E in cui la lunga discesa a piedi sotto il solleone è sconsigliata a bambini e anziani. Ma per tanti altri, non solo alcune importanti associazioni ambientaliste, si rischierebbe di favorire, sotto lo scudo di progettazioni a firma prestigiosa come quelle di Bohigas, il solito consumo di suolo alla messinese, se non un’autentica cementificazione del litorale. Siamo adesso in una fase già probabilmente decisiva, quella dell’istruttoria regionale per il rilascio della Vas (la Valutazione ambientale strategica) e della Valutazione d’incidenza, quest’ultima di particolare rilevanza trattandosi di una Zona a protezione speciale, il cui habitat è unico e vitale per le rotte degli uccelli migratori. Ma entriamo nel fronte delle posizioni più distanti, probabilmente irriducibili, che però su una cosa sono chiamate a convergere: i numeri. Dopo il durissimo affondo rivolto agli estensori della Variante dalle associazioni ambientaliste Wwf e Man, per alcuni errori marchiani nella valutazione d’incidenza e soprattutto per le volumetrie prospettate sui 5 chilometri di costa, arriva la replica dai toni costruttivi dell’architetto Benedetto La Macchia, nella sua qualità di coordinatore di processo dell’iter progettuale. Quegli «errori nella Variante» almeno in parte, li riconoscono anche i professionisti e il Comune. Sarebbero all’origine, in parte, della volumetria denunciata da Ww e Man, per oltre 180.000 metri quadrati. «C’è stata stata, da parte nostra, una dimenticanza che dopo la denuncia del Wwf abbiamo immediatamente corretto – afferma La Macchia – per cui negli allegati della Variante è risultata la volumetria dell’intero Piano strategico Mortelle-Tono, comprensiva anche della “Marina” (un porticciolo turistico previsto a Tono, ndr) che non costituisce oggetto della variante, un’opera autonoma che seguirà un suo percorso». Ma la puntualizzazione di La Macchia, che rappresenta in sede locale l’intera equipe vincitrice del concorso “Mortelle -Tono” – con dentro l’archistar Bohigas – sull’impatto delle attuali previsioni di progetto, va molto oltre e cita precisamente i numeri chiave: «In quell’allegato che abbiamo già eliminato, era erroneamente indicata una volumetria da progetto di oltre 249.000 metri cubi, corrispondente circa a 80.000 mq. Invito a guardare al dato corretto – esorta, dunque, il professionista – e vedremo che il volume complessivo in atto previsto, e sempre modificabile, è per soli tre alberghi con lido (dei sei all’inizio previsti) pari 136.929 metri cubi, più altri 12.236 metri cubi, per alcune attrezzature d’interesse collettivo (un centro benessere, un’area culturale, una commerciale e un asilo nido). Facendo la conversione in metri quadrati viene meno di 50.000 metri quadrati di superficie che, francamente – sostiene La Macchia – su quasi 200 ettari e 5 chilometri di costa mi sembrano in linea perfetta con l’eco-compatibilità richiesta dai luoghi. Poi naturalmente ognuno crede a un certo tipo di fruizione. Si può legittimamente ritenere, come le associazioni ambientaliste, che nulla debba essere realizzato ma la natura goduta così com’è da un minor numero di persone. Legittime le loro osservazioni e critiche radicali, come lo saranno le nostre controdeduzioni, poi i due dipartimenti della Regione trarranno le conclusioni. Peraltro siamo disponibili ad un incontro». E sempre nell’ottica della eco-sostenibilità vengono forniti ulteriori dati: una previsione complessiva di “Parco dunale pari a 254.275 metri quadrati; ed una disponibilità di aree di parcheggio a margine della promenade superiore ai 15.000. Si fa rilevare, inoltre, che tra Mortelle e Tono vi sono oggi insediamenti per 4406 abitanti, cui i nuovi volumi ne aggiungerebbero, di abitanti intesi come ospiti dei tre alberghi, “appena” 1702.
E qui s’inserisce, con le sue orgogliose affermazioni, l’assessore Scoglio, padre politico del Piano Mortelle -Tono come d’ogni pianificazione strategica comunale: «Per quanto riguarda le osservazioni tecniche saranno i progettisti a controdedurre. Ma, politicamente, posso dire che si tratta di una pianificazione di avanguardia che darà lavoro e sviluppo nel pieno rispetto dell’ambiente, sul modello di esperienze come quelle del parco di Jesolo». Sull’impatto: «A parte il parco dunale, tutte le aree coltivate verranno mantenute tali con i cosiddetti “orti dello zibibbo” (privati?), quanto poi ai soli tre alberghi saranno normate da tecniche di bioarchitettura e sistemi di energie rinnovabili, per non parlare dell’autonomo smaltimento dei reflui in una zona senza depurazione». Ma perché si legge di “residenze”? «Nessun vano privato, soltanto la riconversione degli stessi tre alberghi, durante i periodi di bassa stagione, in campus universitari e strutture per anziani». E il porticciolo “a parte”? «Quello è l’idea progettuale di un porto canale, prima del torrente Tono, dove il litorale è più ampio, per attrarre gli investimenti d’impresa. Circa 300 posti esattamente a metà tra le Eolie e la città». ALESSANDRO TUMINO – GDS