MESSINA, L'INCHIESTA: S'indaga su Meridiana Yacht e sui collegamenti con Aicon. Rimesso in libertà dal Tdr l'imprenditore Dell'Anno

2 marzo 2012 Cronaca di Messina

C’è una storia di bancarotta al centro di una nuova inchiesta della Procura di Messina sul mondo delle imprese navali della provincia, ed è gestita dal sostituto Fabrizio Monaco. Il magistrato nei giorni scorsi aveva richiesto l’arresto di due persone, l’imprenditore napoletano Salvatore Antonio Dell’Anno, 57 anni, e la messinese Provvidenza Durante, 44 anni, residente a San Filippo del Mela, rispettivamente amministratore e liquidatore della società “Meridian Yacht Srl”, dichiarata fallita dal Tribunale il 22 luglio del 2010, società in precedenza collegata alla galassia della “Aicon Spa” di Giammoro, la grossa impresa che realizza imbarcazioni di lusso. Il gip Giovanni De Marco aveva deciso invece gli arresti domiciliari nei confronti di Dell’Anno e aveva rigettato la richiesta nei confronti della Durante. La storia però si era complicata perché Dell’Anno si trovava all’estero e non era subito rientrato, tanto che la Procura di Messina aveva emesso un provvedimento di latitanza. Dopo aver avuto notizia della misura restrittiva emessa nei suoi confronti tramite i suoi difensori, gli avvocati Bonaventura Candido e Santo Vincenzo Trovato, l’imprenditore era rientrato in Italia ed era stato prelevato dalla Guardia di Finanza all’aereoporto di Palermo. La situazione si è evoluta ulteriormente negli ultimi giorni perché l’avvocato Candido ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame e il collegio presieduto dal giudice Nunzio Trovato, con una lunga e dettagliata motivazione redatta dallo stesso presidente, ha annullato l’ordinanza custodiale rimettendo in libertà l’imprenditore Dell’Anno. Ora sono state anche depositate le motivazioni del TdR e non mancano le sorprese. Se da una parte c’è il notevole ridimensionamento della posizione del Dell’Anno, dall’altra si operano delle pesanti valutazioni sulla gestione complessiva della società e delle cointeressenze con la Aicon Spa. Ecco solo un passaggio del provvedimento redatto dal presidente Trovato: «Esistono concreti dubbi sulla reale autonomia della Meridian Yacht, confermati dal fatto che, in realtà, a quanto pare, la stessa operava unicamente per conto della Aicon, con maestranze provenienti dalla Aicon e con mezzi di produzioni messi a disposizione dalla stessa Aicon. In tale ottica si colloca la sottrazione di beni e attrezzature alla fallita, beni che, stando alla relazione del curatore, non sono più stati rinvenuti nella disponibilità di quest’ultima, e che, stando alla documentazione contabile, sarebbero stati “restituiti” o “distrutti”. Allo stesso modo evidente appare la sottrazione di risorse economiche. L’operazione sopra descritta, con un importo di 151.000 euro transitato dalle casse della Meridian Yacht a quelle della Denima srl, per le ragioni sopra enunciate non può avere che il significato di una sottrazione di risorse economiche alla fallita. A queste operazioni, peraltro, se ne aggiungono di ulteriori, che meriterebbero, quanto meno, un approfondimento… così come non sfugge la circostanza che supposte cambiali emesse dalla Aicon a favore della Meridian Yacht siano scomparse, asseritamente oggetto di furto, e che tale circostanza – di per sé altamente dubbia – si sia verificata con amministratore della società Durante Provvidenza, la quale, per sua stessa ammissione, sarebbe stata legata proprio alla Aicon». NUCCIO ANSELMO – GDS