BARCELLONA P. G., L'INCHIESTA CHE HA PORTATO ALL'ARRESTO DI TRE FUNZIONARI DEL COMUNE DI MESSINA: Le prove raccolte dalla Procura presto al vaglio del gip

3 marzo 2012 Cronaca di Messina

Restano ancora in stato di fermo rinchiusi nelle camere di sicurezza le quattro persone, tre funzionari del Comune di Messina e un imprenditore di Caronia, arrestate mercoledì sera con le accuse di concorso in disastro doloso, distruzione e deturpamento di bellezze naturali e smaltimento illecito di rifiuti in territorio in cui vige lo stato di emergenza. Il sostituto procuratore Fabio Sozio, concluso l’incidente probatorio svoltosi giovedì, avrebbe già chiesto una misura cautelare al Gip del Tribunale nei confronti dei quattro indagati. Infatti fino a ieri non si è svolta nessuna udienza di convalida e nemmeno il relativo processo per direttissima. Ciò farebbe supporre che la Procura di Barcellona, vista la gravità delle accuse mosse ai quattro indagati, abbia scelto di richiedere al gip l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare di cui non si conoscono ancora i dettagli .Considerato che il Gip dovrà pronunciarsi sulla richiesta della Procura entro le successive 48 ore a decorrere da ieri pomeriggio, la riserva dovrà essere sciolta entro domani pomeriggio.
Le quattro persone arrestate mercoledì sera in flagranza di reato dai carabinieri del Noe per ordine del sostituto procuratore Fabio Sozio che ne ha disposto il fermo e il trasferimento in camera di sicurezza sono l’ingegnere Francesco Ajello, 53 anni, dirigente dello staff di Protezione civile e capo del dipartimento Sicurezza sui luoghi di lavoro del Comune di Messina, nonché Rup del procedimento per i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della discarica; l’architetto Angelo Caminiti, 45 anni, istruttore tecnico in servizio al dipartimento Sanità, ambiente, tutela pubblica e privata incolumità del Comune di Messina, progettista e direttore dei lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della discarica; il geometra Letterio Rodilosso, 42 anni, istruttore tecnico al dipartimento Espropriazioni del Comune di Messina, componente del gruppo di lavoro quale progettista e direttore dei lavori ed il geometra Antonino Lamonica, 45 anni, dipendente della ditta privata “Lamonica Giuseppe Srl” con sede a Caronia, che stava eseguendo materialmente i lavori a Tripi. Gli accertamenti dei carabinieri del Noe che hanno portato al fermo dei quattro indagati rientrerebbero nelle attività “lato sensu” previste da ulteriori accertamenti esperiti dall’Arma dei carabinieri a seguito dell’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini già notificato a ben 20 indagati accusati a vario titolo di disastro ambientale per la realizzazione della discarica e la gestione post mortem. Indagini che sono state effettuate dai sostituti procuratori Francesco Massara e Giorgio Nicola, controfirmate dal Procuratore della Repubblica Salvatore De Luca. L’intervento dei carabinieri è stato effettuato dopo ripetuti episodi di perdita di percolato dal modulo secondario dell’impianto di contrada Formaggiara la cui gestione post mortem è gestita dal Comune di Messina a seguito di una convenzione stipulata col Comune di Tripi nel 2002 con la quale, oltre alla costruzione dell’invaso, si prevedevano i successivi interventi di messa in sicurezza. LEONARDO ORLANDO – GDS