LA NOTIZIA: Riina jr distribuirà viveri ai poveri di Padova. Il vicesindaco di Treviso: «Qui siamo nel regno del nord, Riina Jr è figlio del sud, che resti a casa sua; è un prodotto della mafia, è spazzatura del sud, un loro pessimo prodotto che è giusto che resti al suo posto: al sud''

4 marzo 2012 Mondo News

Potrebbe arrivare a Padova tra una decina di giorni Salvatore Riina Jr., il figlio terzogenito del capo di Cosa Nostra Totò Riina, che ha ottenuto dal tribunale di Palermo il via libera alla sua richiesta di essere sottoposto nella città veneta alla misura della sorveglianza speciale, dopo aver trascorso nel carcere di Opera a Milano 8 anni e dieci mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso. Nello scorso ottobre Riina Jr. aveva fatto sapere di volersi trasferire a Padova per lavorare con una onlus, sollevando molto polemiche specie nella Lega Nord. Un desiderio, quello del figlio del boss mafioso, che non si era realizzato perchè prima dell’uscita dal carcere gli era stato notificato l’obbligo di soggiorno a Corleone e “sospesa” la misura di sorveglianza che gli avrebbe permesso, come previsto dal magistrato di Pavia, di arrivare in Veneto. Ora invece la decisione dei giudici della sezione Misure di prevenzione di Palermo che hanno autorizzato il figlio del boss a trasferirsi per lavorare in una associazione che si occupa del recupero dei tossicodipendenti. La notizia ha provocato una serie di reazioni, la prima quella del sindaco di Corleone Antonio Iannazzo: «Buona fortuna. L’importante è che ci lasci in pace». Furiose quelle della Lega, con il leader Umberto Bossi che parla di «attentato contro il nord, che il nord dovrebbe punire con la pena di morte per le conseguenze che avrà nella nostra società: rapine, violenze e mafia». Della decisione Bossi ha incolpato il governo Monti che a suo dire «ha fatto tornare il soggiorno obbligato», ma «non accetteremo di essere invasi ancora una volta dai mafiosi». Gli fa eco il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini che dice: «Qui siamo nel regno del nord, Riina Jr è figlio del sud, che resti a casa sua; è un prodotto della mafia, è spazzatura del sud, un loro pessimo prodotto che è giusto che resti al suo posto: al sud”. Flavio Zanonato, sindaco di Padova si limita a dire: «Non commento le decisioni della magistratura. Anche quella su Riina è una misura giudiziaria e bisogna rispettarla. Faremo in modo che le cose siano gestite nella maniera giusta senza creare alcun problema». Per Tina Ciccarelli, responsabile della onlus “Famiglie padovane contro l’emarginazione e la droga” di Padova, dove ha chiesto di essere accolto Salvatore Riina Jr. «una possibilità, ma una sola, la si dà a tutti, l’importante è che chi l’ottiene la sappia cogliere. Lo accoglieremo e lo metteremo alla prova, faremo molta attenzione e di certo non faremo sconti. Se non coglierà questa possibilità per noi non ci sarà appello». Poi la Ciccarelli aggiunge: «Salvatore non lo conosco, non gli ho mai parlato la sua ospitalità da noi è stata per così dire “sponsorizzata” da un sacerdote e dalla sua avvocatessa. Mi hanno detto che è tanto cambiato che vuole togliersi il fardello del nome che porta e del suo passato, che è bravo negli studi. Staremo a vedere; ho ascoltato e preso atto ma aspetto i fatti; questa vicenda è una sfida anche per la nostra onlus e forse pure un rischio ma siamo pronti a correrlo, fa parte delle nostre scelte di vita». Riina Jr. a Padova seguirà i corsi di Economia e commercio all’Università ma «dovrà guadagnarsi l’ospitalità – avverte Ciccarelli – non vogliamo nulla dalla sua famiglia quindi lavorerà per mantenersi. E poi come prevede la nostra organizzazione distribuirà viveri e indumenti ai poveri come volontario, un bagno di umiltà che fa sempre bene». Non è pronto a giurarci Francesco Saverio Pavone, magistrato con un passato alla Dda veneziana, in prima linea nello smantellamento della Mafia del Brenta di Felice Maniero, nata dal contatto tra la criminalità locale ed esponenti di Cosa Nostra degli anni ’70: «E’ un caso strano che tra tanti posti Salvatore Riina Jr abbia scelto quello che una volta era tanto usato per i cosiddetti “soggiorni obbligati” per mafiosi e in Veneto sono stati tanti. Sembra tutto un pò sospetto. Bisogna aspettare che arrivi e dopo un anno vedere se fa volontariato, se fa gli esami con profitto all’Università altrimenti vuol dire che dedica il proprio tempo ad altro e sarà lavoro per le forze dell’ordine».