MESSINA: "Il Detective", processo suddiviso in due filoni

4 marzo 2012 Cronaca di Messina

Il processo sull’istituto di vigilanza e investigazione “Il Detective” continuerà ad essere trattato in due tronconi differenti. Il presidente del Tribunale, Giovambattista Macrì, ha rigettato l’istanza di riunione al filone d’indagine principale della tranche riguardante la questione delle cosiddette “talpe”, che vede imputate 8 persone per rivelazione di notizie di carattere “istituzionale”. A questo punto, le loro posizioni saranno affrontate il 5 aprile, davanti ai giudici della prima sezione penale (presidente Maestroeni). Invece, il filone principale, i cui imputati sono 19, è stato aggiornato al 30 marzo, davanti ai giudici della seconda sezione penale (presidente Samperi). Sono accusati, a vario titolo, di una lunga serie di reati: estorsione, concussione, minacce, rivelazione di segreto d’ufficio, appropriazione indebita con l’aggravante di prestazioni d’opera, truffa, turbativa d’asta, falso in bilancio e falsa testimonianza. La richiesta di far confluire i tronconi in un unico processo era stata presentata dagli avvocati Nino Cacia, Franco Pustorino e Salvatore Saccà. Al filone principale, invece, è stato accorpato il caso della presunta violenza fisica e delle minacce contestati ad altri tre imputati: Daniela Corio, Pietro Cacace e Massimiliano Morabito. Secondo l’accusa, il 19 febbraio 2008, avrebbero impedito a un ufficiale giudiziario di dare esecuzione al provvedimento di sequestro emesso dal giudice del Tribunale, Emilio Iannello, impedendogli di accedere al terzo piano dell’immobile di via Garibaldi che ospitava la sede del Detective. Corio e Cacace devono rispondere anche di ingiuria e minaccia.(r.d.)