MESSINA: Tornano in libertà i tre funzionari comunali e il tecnico. Dopo tre giorni trascorsi nelle camere di sicurezza dei carabinieri a Patti e Milazzo. La vicenda rifiuti

4 marzo 2012 Cronaca di Messina

Tornano a casa le quattro persone, tre funzionari del Comune di Messina e il tecnico di una impresa privata, arrestate mercoledì scorso per lo sversamento illegale del percolato prodotto dalla fermentazione dei rifiuti stivati nella discarica di Tripi. Ieri pomeriggio il Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Anna Adamo ha infatti sciolto la riserva, emettendo un’ordinanza con la quale convalida gli arresti dei quattro indagati e nel contempo applica a tutti la sola misura cautelare del divieto di dimora in Tripi. Gli indagati ieri stesso hanno potuto lasciare le camere di sicurezza delle caserme dei carabinieri di Patti e Milazzo nelle quali sono rimasti rinchiusi fin da mercoledì sera. Tutti sono accusati di “illecito sversamento di rifiuti in acque superficiali, nella specie percolato nel torrente Tallarita, delitto previsto e punito dall’articolo 6 comma I lettera b del Dl 172 del 2008”. Gli indagati che ieri sera hanno ricevuto l’ordinanza che vieta il loro avvicinamento a Tripi sono: l’ingegnere Francesco Ajello, 53 anni, dirigente dello staff di Protezione civile e capo del dipartimento Sicurezza sui luoghi di lavoro del Comune di Messina, nonché responsabile unico del procedimento (rup) per i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della discarica; l’architetto Angelo Caminiti, 45 anni, istruttore tecnico in servizio al dipartimento Sanità, ambiente, tutela pubblica e privata incolumità del Comune di Messina, progettista e direttore dei lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della discarica; il geometra Letterio Rodilosso, 42 anni, istruttore tecnico al dipartimento Espropriazioni del Comune di Messina, componente del gruppo di lavoro quale progettista e direttore dei citati lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza della discarica ed il geometra Antonino Lamonica, 45 anni, dipendente della ditta privata “Lamonica Giuseppe Srl” con sede a Caronia, che stava eseguendo materialmente i lavori a Tripi. I quattro sono difesi dagli avvocati Alessandro Pruiti, Giovanni Caroé, Salvatore Versaci, Antonello Scordo e Filippo Cangemi. Il sostituto procuratore Fabio Sozio aveva chiesto una misura cautelare più severa, la custodia in carcere per il dirigente del Comune di Messina ing. Ajello, per l’architetto Caminiti, del dipartimento sanità, ambiente e tutela pubblica dello stesso comune e per il tecnico della società privata, il geom. Lamonica di Caronia. Gli arresti domiciliari erano stati invece chiesti per il geometra Letterio Rodilosso, istruttore tecnico del dipartimento Espropriazioni del Comune di Messina. Il Gip Adamo ha invece ritenuto sufficiente l’applicazione del semplice divieto di dimora sul territorio di Tripi, fatto questo che impedirà ai quattro indagati di recarsi alla discarica di contrada Formaggiara di Tripi la cui gestione “post mortem” del sito è affidata al comune di Messina, come da convenzione stipulata ben 10 anni fa. Intanto a sollecitare sicurezza per i cittadini e l’ambiente è il sindaco di Furnari, l’avv. Mario Foti il quale anticipa che il Comune, oltre a valutare di agire in sede civile per il danno patito dalla sua comunità, “intende segnalare quanto avviene nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea allo scopo di avviare la procedura di infrazione europea”. “Chiediamo sin d’ora che siano verificate le condizioni di sicurezza della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, realizzata su un sito alluvionale ai margini di un torrente e ciò, soprattutto, alla luce della vicenda giudiziaria della discarica di contrada Formaggiara di Tripi, di cui solo dopo dieci anni si scoprono i guasti ambientali e i pericoli per il territorio e per la salute dei cittadini che vi risiedono. Appare opportuno – sostiene il sindaco di Furnari paese contiguo alla discarica di Mazzarrà – rammentare che l’art.299 del Codice dell’Ambiente dispone che: “Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio esercita le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di tutela, prevenzione e riparazione dei danni all’ambiente, attraverso la Direzione generale per il danno ambientale istituita presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.” Al contempo – aggiunge Foti – dispone che “l’azione ministeriale si svolge normalmente in collaborazione con le regioni, con gli enti locali e con qualsiasi soggetto di diritto pubblico ritenuto idoneo” La violazione delle disposizioni Comunitarie in materia ambientale, ha causato una procedura di infrazione nei confronti del Governo per violazione della Direttiva 31 del 26 aprile 1999 CE del Consiglio Europeo relativamente a 102 discariche esistenti in ben 14 regioni italiane nelle quali non è compresa la Sicilia per evidente assenza di controllo sul territorio”. Leonardo Orlando – GDS