«Il Consiglio regionale del Veneto dica no all'arrivo del figlio di Riina». Non solo la Lega, anche il Pdl si schiera contro il soggiorno

5 marzo 2012 Mondo News

«Non possiamo permettere che un soggetto dal passato così ingombrante si stabilisca in Veneto. Come Pdl chiederemo al Consiglio regionale di prendere una posizione politica contro l’arrivo di Giuseppe Salvatore Riina nella nostra regione». A dirlo, dopo la pronuncia del tribunale di sorveglianza di Palermo che ha accolto la richiesta di Riina jr di trasferirsi a Padova, sono il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e il suo vice Piergiorgio Cortelazzo. «E’ vero che i diritti individuali vanno preservati – rilevano i due esponenti del Pdl – ma è altrettanto indubbio che una comunità deve tutelarsi con i mezzi che ha a disposizione. E’ inutile nascondersi dietro a un dito e fare i garantisti a tutti i costi – aggiungono -. I veneti e i padovani in particolare sono preoccupati perchè in ballo c’è il futuro di un tessuto economico-sociale solido, pulito e onesto». «In questi mesi si è parlato del rischio concreto di infiltrazioni mafiose. Già si sono viste, in operazioni anche recenti – rilevano Bond e Cortellazzo -, le prime manifestazioni pratiche di come Cosa nostra sia presente nel Nord e nel Nordest. Per questo – dicono i due esponenti del Pdl – dobbiamo essere uniti nel lanciare un segnale politico unitario e forte». Insorge pure la parlamentare europea della Lega Nord Mara Bizzotto: «Che il Tribunale abbia concesso al figlio di Totò Riina di trasferirsi in Veneto, è una notizia inquietante e fortemente negativa contro la quale siamo pronti a mobilitarci anche con azioni clamorose. Per il figlio del boss della mafia – avverte Bizzotto – abbiamo pronto il foglio di via dalla nostra Regione, resti a casa sua e non venga a rompere da noi. In Veneto non lo vogliamo, non siamo e non vogliamo diventare la colonia di mafiosi ed ex criminali. Il giorno in cui Riina junior dovesse arrivare a Padova, gli faremo trovare un bel comitato d’accoglienza in modo che capisca chiaramente come per noi veneti egli risulti un personaggio fortemente indesiderato e sgradito. Il rampollo di casa Riina farebbe bene a rimanere in Sicilia, nel suo habitat a Corleone – conclude Bizzotto -. Sono sicura che nel suo paese si troverebbe molto più a suo agio rispetto ad una terra, quella veneta, che lo rifiuta e che non vuole avere niente a che spartire con la mafia e con personaggi legati a Cosa Nostra».