UNIVERSITA' DI MESSINA, LO SCANDALO CONTINUA…: Scienze politiche, le lauree sono a rischio. Il rettore Tomasello: «Il problema esiste ma spero venga risolto presto o dovrò commissariare la facoltà»

7 marzo 2012 Cronaca di Messina

Hanno studiato per anni, a costo di grandi sacrifici loro e delle famiglie che li hanno mantenuti all’Università. Ma adesso la loro futura laurea è in discussione. Una storia già sentita, alle nostre latitudini. Esattamente nell’ottobre scorso quando alla facoltà di Scienze politiche scoprirono che 36 laureati rischiavano di vedere invalidate i propri diplomi a causa di una difformità tra il manifesto degli studi e l’offerta formativa. Alla fine tutto si risolse con una sanatoria del ministero e i laureati tirarono un sospiro di sollievo. Ma ci sono ricascati. E se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. In questo caso più che mai. Così la facoltà di Scienze politiche torna al centro delle polemiche e questa volta il rischio è che gli strascichi siano più seri, anche a livello di danno di immagine. Il problema è sempre lo stesso: la difformità tra il Rad ministeriale e il manifesto degli studi. In molte circostanze si tratta di errori materiali, quindi facilmente risolvibili, ma in alcuni casi c’è di più, visto che in questi ultimi anni sono stati “gonfiati” i crediti assegnati ad alcuni insegnamenti rispetto a quelli che comparivano ufficialmente, facendo saltare di fatto tutto il sistema. E c’è chi ipotizza che l’errore sia stato commesso volontariamente, visto che l’aver aumentato i crediti di alcune “materie” ha consentito di bandire concorsi per ricercatori proprio in questi insegnamenti, a discapito di altri, con conseguenti assunzioni che non andavano fatte. Del clamoroso errore, bisognerà capire quanto volontario, si è accorto due settimane fa il ministero della Pubblica istruzione che ha inviato subito una nota all’Università, evidenziando l’errore e invitando la facoltà a prendere subito provvedimenti. È stato il panico. Da allora, infatti, si sta provando a individuare una soluzione che però ancora non è del tutto definita, almeno per la complessità dei casi. In questi giorni si sono riuniti i corsi di laurea che hanno stabilito un percorso di sanatoria per moltissime fattispecie. Ma la decisione definitiva spetterà oggi al consiglio di facoltà che si riunirà alle 15.30 e che deve dare risposte entro giovedì, come stabilito per legge. Difficile capire cosa sarà, visto che dall’Ateneo gli umori sono contrastanti. Alcuni dispensano ottimismo, ipotizzando una sanatoria totale; altri – la maggioranza – immaginano conseguenze non positive per almeno un corso di laurea, circa un centinaio di studenti, per il quale le discrepanze sarebbero più gravi. Così come difficilmente si riuscirà a sanare la situazione delle “doppie lauree”, riscontrate in due-tre casi: una delle due lauree rischia, infatti, seriamente di essere nulla. Sul banco degli imputati il preside Andrea Romano, «unico ad avere la password» per accedere a Rad e offerta didattica come hanno voluto scrivere i docenti nei verbali dei corsi di laurea svoltisi in questi giorni. E per questo motivo alcuni professori della facoltà hanno avanzato la richiesta di dimissioni di Romano, che sarebbe stato invitato a lasciare anche dal rettore Franco Tomasello che però preferisce non infierire. «È vero il problema esiste – commenta il neurochirurgo – per i gli iscritti negli anni accademici 2009-2010 e 2010-2011; parliamo quindi di studenti che ancora si devono laureare. Non vorrei che ci si confondesse con quanto accaduto a ottobre: in quel caso si trattò di una vera e propria sanatoria successiva per studenti che si erano laureati e che rischiavano di dover tornare all’Università per dare due materie; in questo caso non siamo in presenza di una sanatoria, visto che il consiglio di facoltà potrà intervenire per tempo, prima che il problema si presenti. Il ministero ci ha informato e stiamo lavorando ad una soluzione».
– Già individuata per tutti? Anche per il corso di laurea in Scienze del Governo?
«In molti casi si tratta di semplici errori materiali e quindi non sarà difficile risolvere le varie situazioni. Certo c’è un problema per quanto riguarda qualche corso di laurea a quanto mi dicono i tecnici, ma confido che si possa trovare una soluzione».
– Altrimenti?
«Per adesso non ci voglio pensare, ho chiesto delle soluzioni immediate e per tutti gli studenti. Se non sarà così sarò costretto a commissariare la facoltà. Ma sono convinto che ci siano margini perché tutto si risolva».
– E il preside Romano?
«Ha deciso di farsi da parte per il momento, anche per motivi personali. Oggi, infatti, il consiglio di facoltà verrà tenuto dal vicepreside, il prof. Francesco Astone». MAURO CUCE’ – GDS